VERONA, 5 OTTOBRE – In via Giolfino sono le 3.20, quando il vigilante notturno passando per la sede veronese di Equitalia, si accorge che c’è qualcosa di insolito, due oggetti, anzi no – rettificare – sono due bombe! Immediatamente scatta l’allarme ai vigili del fuoco e alla polizia. Uno dei due ordigni esplode, fortunatamente poco prima che, in via Giolfino, giungessero agenti e artificieri. L’ altro invece resta inesploso. Bilancio finale, zero feriti.

Tragedia sfiorata? Forse, ma non è questo il punto.

Mario Giulio Schinaia, Procuratore della Repubblica di Verona, ha aperto un fascicolo d’inchiesta, naturalmente ha sottolineato « di voler fare chiarezza su quanto accaduto». La Digos sta già scandagliando tutte le registrazioni potenzialmente utili pervenute dal sistema di video sorveglianza, mentre la polizia scientifica, nelle prossime ore, dichiarerà di quale natura sia l’ esplosivo che alimentava entrambi gli ordigni, e, di conseguenza, si potrà avere qualche chance di risalire al possessore.

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D’altronde, come ha dichiarato lo stesso Schinaia «è fondamentale e necessario capire se l’ atto di violenza perpetuato ai danni di Equitalia sia la conseguenza di un gesto isolato e individuale di protesta, oppure se dietro a un tale piano ci sia l’ operato di qualche gruppo militante, organizzato», pronto per agire nuovamente.

Lorenzo Battaglia