BOLOGNA, 5 OTTOBRE “Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita”, diceva Steve Jobs nel suo celebre discorso pronunciato a Stanford, l’università a cui aveva sempre ambito da piccolo e che lasciò dopo solo sei mesi, da grande per risparmiare i soldi dei genitori adottivi e perché non riusciva, nei corsi obbligatori che doveva seguire, a trovare un senso che fosse valido per lui.

Continuò a seguire ugualmente i corsi,   ufficiosamente, quelli che più lo interessavano anche se non gli sarebbero stati utili in quel periodo, non gli permettevano di “unire i puntini”. Non sapeva cosa avrebbe fatto “da grande”, ma sapeva che doveva cambiare la sua vita.

“Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere” , continuava. Ed è forse questa, la convinzione che lo ha spinto a diventare un’icona mondiale, “l’uomo del futuro” , colui che ha svoltato la vita di miliardi di persone e, perché no, l’economia di un Paese.  Fondò la Apple, nel garage dei genitori, quando aveva solo 20 anni e, a soli due di distanza, la trasformò in un colosso, una compagnia da due miliardi di dollari e oltre quattromila dipendenti e quei corsi che lo attrassero all’università, si rivelarono più utili di quanto si aspettasse. Un impero che scelse di condividere con un altra persona che considerava un talento da sfruttare, ma questi lo cacciò dall’azienda che lui stesso aveva fondato. Un episodio devastante , ma si rialzò in fretta perché  amava tutto ciò che aveva creato e non voleva rinunciarvi.

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I 5 anni successivi si rivelarono i più produttivi della sua vita: fondò la NEXT, la Pixar che produsse Toy Story, il primo film d’animazione creato interamente al computer. Poi, il suo ritorno alla Apple che comprò la NEXT e il matrimonio, non di poco conto.

Questo fu l’inizio di un successo che ancora oggi si sta dispiegando: alla settimana scorsa, risale l’ultima creatura generata dal prosperoso ventre della Apple, l’iPhone 5, che ha seguito la lunga schiera dei fortunatissimi iPhone, Mac,iPod, ìTunes e così via. Pensare che ogni giorno fosse  l’ultimo lo ha portato alla fama, a raggiungere la vetta più alta, ma poi quel giorno è arrivato davvero e non più per spingerlo a cambiare quello che non andava nella sua vita.

Era il 5 ottobre 2011 quando tutti, si strinsero intorno a lui e la famiglia. L’uomo che ha inventato il futuro se ne era andato. È trascorso un anno oggi e, oltre al mito di quest’uomo, destinato a rimanere per sempre, si affacciano le polemiche che hanno fatto emergere i lati oscuri dell’universo di Jobs: la durezza con cui trattava i suoi collaboratori o i tanti cinesi impiegati nella compagnia che produce pezzi per l’iPad e iPhone. Ma al di là di ogni critica che, inevitabilmente è destinata ad aleggiare intorno alle icone, il concorrente di Bill Gates, che lo si voglia accettare o meno, passerà alla storia e, alla storia passeranno i suoi insegnamenti: “Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario”.

Marilena Felice