PORTO VIRO, 5 OTTOBRE – Si cercano tracce di follia, discussioni che abbiano potuto innescare la violenza in Renato Addario, artefice di un duplice omicidio-suicidio che, l’altro giorno, ha causato la morte di Antonio Zingale e sua moglie Ginetta Giraldo.

La parola fine nella tragedia messa in scena è arrivata anche per lo stesso Addario che, sparandosi un colpo di pistola sul volto, l’ha fatta finita.

Il video che rivela le immagini di una morte vincente sulla vita, di un’irrazionalità non gestita dalla razionalità, è stato esaminato a fondo. Circa mezzora prima della tragedia, l’appuntato e il comandante si era incontrati e tra i due ci furono scambi di battute. I suoi colleghi quella mattina lo definirono “sereno, gioviale, scherzoso.”

Allora cosa ha fatto scatenare la tragedia?

Gli investigatori cercano tra i file multimediali, hanno sequestrato il pc di Addario sul quale aveva lavorato quel tragico lunedì, stanno inoltre controllando ogni contatto telefonico. Cercano eventuali conversazioni, cercano dei precedenti, una scusante, una risposta. Ma la morte non da nulla, solo il silenzio, l’oblio, il vuoto.

[smartads]

Un particolare che si sta, per ora, tenendo in considerazione è che durante un processo che vedeva Zingale colpevole di una presunta molestia presso una donna, Addario abbia dato il famoso “bacio di giuda”, schierandosi dalla parte opposta del collega.

Questo avrebbe potuto lesionare il rapporto tra i due.

Per ora continuano le ricerche, sperando che dei file possano contenere ciò che Addario celava nella vita reale.

Si cerca il movente, un’incomprensione nascosta magari voluta mascherare per darsi il tempo di agire concretamente e apertamente alla luce di un lunedì pomeriggio.

Rossella Assanti