DAMASCO, 4 OTTOBRE – La Turchia, in difensiva, bombarda la Siria. Lo chiamano l’errore di Assad, il bombardamento dell’artiglieria siriana che ieri ha ucciso una donna con i suoi quattro figli ed ha causato tredici feriti. Ma quest’errore, ormai divenuto quotidiano per Bashar-Al Assad, colpisce vite come fossero pedine d’una dama e le smantella fuori dal gioco.

La Turchia non ci sta, si difende a spada tratta e bombarda colpendo obiettivi siriani al confine tra i due paesi, in particolare una posizione dell’esercito siriano nella regione di Rasm al Ghazal, alla frontiera, dove restano uccisi 5 militari e 15 feriti.

La crisi siriana viene vista come una seria minaccia che mette a rischio la sicurezza della Turchia, la richiesta è una sola: l’approvazione del Parlamento per, se necessario, operazioni militari fuori dai confini nazionali.

Richiesta approvata. Difatti il presidente Recep Tayyip Erdogan, ha autorizzato per un anno possibili operazioni militari turche in Siria.

La Nato si movimenta riunendosi nella notte a Bruxelles, le speranze e le richieste dell’Alleanza atlantica, sono quelle di una cessazione immediata delle aggressioni contro la Turchia definendoli “una grave violazione delle leggi internazionali.”

Quest’ultima non vede l’ora che si faccia ricorso all’articolo 4 dell’Alleanza atlantica che prevede l’intervento di tutti i paesi in aiuto di una nazione sotto attacco.

[smartads]

Nel bel mezzo di città in fiamme e vite bruciate, non poteva mancare il parere della Russia che chiede “moderazione” da ambe le parti. Putin si dice preoccupato per il risvolto tragico della situazione.

Questa volta acconsentirà a delle risoluzioni o fungerà ancora da spettatore indiscreto e complice?

Ad intervenire, schierandosi al fianco della Turchia è anche la Casa bianca: “Siamo accanto ai nostri alleati Turchi.” La posizione presa dall’Italia non è certo da meno, mostrando tutto il suo sostegno ad Ankara.

Richiesto dalla Turchia è stato inoltre l’intervento del consiglio di sicurezza dell’Onu contro Damasco. Oggi i membri di quest’ultimo, si riuniscono per discutere sulla situazione portata ormai all’estremo dai due paesi.

Non resta ferma ad ascoltare la Siria che, cercando di nascondere il sasso lanciato, chiede a Stati e governi di “reagire con saggezza e razionalità.”

La strada è in salita, la guerra è nel bel mezzo del ventre del cavallo di Troia. Basta una mossa sbagliata.

Rossella Assanti