ROMA, 27 SETTEMBRE – Ecco svelata l’identità di Dreyfus, l’autore dell’articolo comparso su Libero nel 2007 per il quale ieri Alessandro Sallusti – all’epoca direttore del quotidiano e oggi direttore del Giornale – è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 mesi di carcere per diffamazione.

L’articolo incriminato accusava i genitori di una 13enne torinese rimasta incinta e il magistrato intervenuto sul caso di aver imposto alla ragazza un “aborto coattivo”, benché la richiesta d’interruzione della gravidanza fosse stata firmata dalla ragazza stessa insieme alla madre.

Ora si scopre che dietro lo pseudonimo di Dreyfus per tutto questo tempo è rimasto celato l’ex vicedirettore di Libero Renato Farina.

A svelarne l’identità è stato ieri sera Vittorio Feltri, che nel corso della trasmissione Porta a Porta ha sbottato: “Avevo sperato che avesse lui il coraggio di farsi avanti. Adesso questo nome voglio farlo io, lo fanno molti. Ma è bene che sia conosciuto da tutti: si tratta di Renato Farina”. Non ha poi esitato a definirlo “semplicemente un pezzo di merda”, poiché “Sallusti sta pagando con un grandissimo coraggio per una colpa che sua non è”.

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E così oggi Farina si è visto costretto a chiedere pubblicamente scusa, intervenendo alla Camera. “Quel testo a firma Dreyfus – confessa – l’ho scritto io e me ne assumo la piena responsabilità morale e giuridica. Chiedo umilmente scusa al magistrato Cocilovo: le notizie su cui si basa quel mio commento sono sbagliate”. E prosegue: “Chiedo umilmente per Sallusti la grazia al Capo dello Stato o che si dia spazio alla revisione del processo. Se qualcuno deve pagare per quell’articolo, quel qualcuno sono io”.

Napolitano e Severino: rivedere le norme sulla diffamazione

Oggi in un comunicato del Quirinale si legge che il Presidente Napolitano e il Ministro della Giustizia Severino ritengono a questo punto necessario modificare le normative sulla diffamazione a mezzo stampa.

E al termine di un’audizione alla Camera la Severino spiega che “la pena detentiva deve essere sempre un’extrema ratio”.

Ma intanto fioccano le accuse alla politica, a partire dal deputato del Pdl Maurizio Lupi, che su Twitter scrive: “Solo nelle dittature si mettono in carcere i giornalisti: la sentenza è un attentato alla democrazia”.

Beatrice Amorosi