ROMA, 27 SETTEMBRE – La Commissione di Selezione per il film italiano da candidare all’Oscar, creata dall’Anica, su invito della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunita davanti a un notaio e composta da Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello, Lionello Cerri, Valerio De Paolis, Piera Detassis, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti ha designato Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera.

Le candidature saranno rese note dall’Academy il prossimo 10 gennaio. Il 24 febbraio 2013, invece, si svolgerà la serata di premiazione.

Gli altri candidati tricolori: Bella addormentata di Marco Bellocchio; Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati; Diaz di Daniele Vicari; E’ stato il figlio di Daniele Ciprì; Gli equilibristi di Ivano De Matteo; Là-bas, Educazione criminale di Guido Lombardi; Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek; Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone e Reality di Matteo Garrone. Orso d’Oro a Berlino 2012, Cesare deve morire sul fronte europeo deve vedersela con Amour di Michael Haneke (Palma d’oro a Cannes 2012, Austria); A perdre la raison di Joachim Lafosse (Belgio); Children of Sarajevo di Aida Begic (Bosnia-Herzegovina); A Royal Affair di Nikolaj Arcel (Danimarca); Quasi amici di Olivier Nakache, Eric Toledano (Francia); Barbara di Christian Petzold (Orso d’argento a Berlino 2012, Germania); Kon-Tiki di Espen Sandberg e Joachim Rønning (Norvegia); 80 Million di Waldemar Krzystek (Polonia); Sangue do meu Sangue di João Canijo (Portogallo); Beyond the Hills di Cristian Mungiu, (premi per la sceneggiatura di Mungiu e le due attrici principali, Cosmina Stratan e Cristina Flutur a Cannes 2012, Romania); The Hypnotist di Lasse Hallström (Svezia); Sister di Ursula Meier (Svizzera). La Spagna decide domani 27 settembre, tre i candidati: Grupo 7, El artista y la modelo, Blancanieves. Altri candidati temibili per il Best Foreign Language Film sono Pieta di Kim Ki-duk (Leone d’Oro a Venezia, Sud-Corea) e Fill the Void di Rama Burshtein (Coppa Volpi a Venezia, Israele).

L’ultimo film italiano a centrare la nomination è stato La bestia nel cuore di Cristina Comencini nel 2006, mentre la statuetta ci manca addirittura da La vita è bella di Benigni; era l’anno 1999.

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I Taviani “è solo l’inizio di un bel viaggio”. «Siamo felici ed è solo l’inizio di un bel viaggio. C’è tanta strada da fare», così i fratelli Taviani hanno commentato la candidatura italiana del loro film “Cesare deve morire” agli Oscar. I due registi hanno ricevuto la notizia mentre stavano prendendo l’aereo per gli Usa dove parteciperanno in concorso al Festival di New York: «Ci stiamo imbarcando per il festival di New York e la notizia che ci ha raggiunto è davvero un bel buon viaggio. I film che concorrevano erano film di autori importanti per il cinema italiano e non solo italiano. Comunque il gioco è appena cominciato».

Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani ha partecipato quest’anno a numerosi Festival ed eventi cinematografici italiani e internazionali. Dopo il prestigioso Orso d’oro di Berlino e il grande successo internazionale nei Festival di tutto il mondo, Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, emozionato, sostiene che “Cesare deve morire” dovrà cimentarsi in questa altra e nuova grande sfida.

Per Rai Cinema, che l’ha coprodotto insieme a Grazia Volpi, è inoltre particolare motivo di orgoglio aver dato il contributo produttivo a ben sette film sui dieci presenti nella rosa dei candidati per la corsa all’Oscar. Tutte opere di grande livello, ognuna in grado di gareggiare con le grandi cinematografie del mondo.

L’opera dei fratelli, Paolo e Vittorio Taviani, a cui vanno tutti i nostri complimenti, si inserisce nel difficile mondo del “cinema civile”: ambientato in carcere, all’interno del carcere romano di Rebibbia, un’abile amalgama di verità e finzione, creato sapientemente dai registi attraverso l’espediente del teatro, uno strumento finalizzato al reinserimento del detenuto nella società civile, che diventa pian piano la rappresentazione teatrale di ogni attore/detenuto che ha scelto di parteciparvi.

Francesca Cadeddu