PISA, 24 SETTEMBRE – Un altro buco nell’acqua, l’ennesimo, nelle ricerche per la scomparsa di Roberta Ragusa, dopo che questa mattina si era pensato a una svolta improvvisa. Intorno alle otto, una cinquantina di carabinieri del battaglione Tuscania e dell’Arma territoriale si erano recati a San Pietro a Grado (PI) nella grande pineta che costeggia la base americana Camp Darby a caccia di tracce della donna.

NULLA DI FATTO – Intorno alle 14 le ricerche si sono concluse con l’ennesimo nulla di fatto. I carabinieri, con l’ausilio di due unità cinofile degli ormai famosi cani molecolari, hanno battuto una zona ampia di circa 700 mq ma non hanno trovato tracce di Roberta Ragusa.

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IL CASO ROBERTA RAGUSA – Roberta Ragusa, 45 anni, è scomparsa da San Giuliano Terme (PI) la notte tra il 13 e il 14 gennaio scorso, in contemporanea con il naufragio della Costa Concordia sugli scogli dell’Isola del Giglio. In un primo momento si era pensato a un allontanamento volontario della donna che da tempo aveva molti problemi col marito, Antonio Logli. Logli che allo stato attuale è anche l’unico indagato per omicidio e occultamento di cadavere. I sospetti sul marito hanno preso forma quando si è scoperto che da molti anni aveva una relazione con l’amica di famiglia e segretaria nella scuola guida di sua proprietà, Sara Calzolaio. Logli inoltre, nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Roberta Ragusa aveva distrutto un telefono cellulare con cui contattava l’amante. Allo stato attuale però, dissidi famigliari a parte, non risultano prove circostanziate che colleghino Logli con la scomparsa di Roberta Ragusa.