ROMA, 21 SETTEMBRE – E così salta fuori che Carlo De Romanis era un’autorità in fatto di feste. Negli ultimi dieci anni il consigliere e vicecapogruppo Pdl alla Regione Lazio ha sfoggiato tutte le sue doti di intrattenitore nell’organizzare feste in maschera cui partecipavano in massa i giovani del Partito Popolare Europeo, orgoglioso di ricevere come ospite d’onore persino il Cavaliere.

“Feste fatte sempre con soldi miei, decine di migliaia di euro, e sempre sotto forma di eventi privati”, sostiene De Romanis.

Ma è il mega toga-party del 2010 che in questi giorni sta catturando l’attenzione dei giornali, per via del presunto utilizzo di fondi pubblici per pagarne il conto da 20mila euro.

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Era il 10 settembre di due anni fa, quando al Foro Italico un euforico De Romanis festeggiava il suo successo elettorale e quindi il suo ritorno in Italia – dopo anni passati a Strasburgo come assistente di Tajani alla Ue – con un party in vero stile “cafonal” dal tema “Ulisse torna a casa e sfida gli amici”.

E tra 2mila invitati, un cast di figuranti travestiti da ninfe, proci e achei e tanto di spettacolo di nuoto sincronizzato nella piscina del circolo sportivo, De Romanis, che vestiva i panni di Ulisse, confessò: “Sono al settimo cielo. Ho coronato un sogno che mi pareva impossibile riuscire a concretizzare. Oggi ci manca solo un personaggio: Zeus”.

E alle accuse rivolte al consigliere regionale, un amico di De Romanis risponde: “Non c’era droga, non c’erano mignotte, non era un festino, ma certo il clima era parecchio rilassato, con un sacco di ragazze in abiti succinti e tutti a far loro le feste. Niente di diverso da altri appuntamenti in maschera, con i cocktail nei bicchieri di plastica e la musica a palla”.

Beatrice Amorosi