ROMA, 20 SETTEMBRE – E’ durato quasi sette ore l’interrogatorio cui ieri è stato sottoposto Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, per ora rimasto l’unico indagato per aver sottratto e utilizzato a fini personali circa 1 milione di euro dai fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari regionali.

Io non ho rubato nulla, ma se ho sbagliato pagherò” – ha assicurato Fiorito davanti ai pm. “Er Batman”, come lo chiamano i suoi sostenitori, sostiene infatti di essere soltanto il capro espiatorio delle malefatte di Miele, Bernaudo, Battistoni & Co., che, a colpi di ostriche e champagne, sarebbero stati i diretti fruitori del denaro uscito dai conti italiani e spagnoli intestati a Fiorito.

E’ un porcile, hanno usato i soldi anche per andare a puttane – ha accusato Carlo Taormina, avvocato di Fiorito, secondo cui gli altri consiglieri “facevano anche fatturazioni false”, cosa che il suo assistito “non ha mai fatto”.

E intanto le prime teste cominciano a saltare. Prima fra tutte quella di Francesco Battistoni, capogruppo Pdl al Consiglio Regionale, che ha rassegnato le dimissioni dopo un incontro col segretario del Pdl Angelino Alfano. Quest’ultimo ha poi convocato per martedì 25 i capigruppo e vice-capigruppo di tutti i Consigli italiani per fare il punto sulla situazione.

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E le tanto discusse dimissioni di Renata Polverini?

Riguardo alle voci insistenti su un suo imminente abbandono, la governatrice della Regione Lazio dichiara: “Qualcuno parla al posto mio: domani c’è un Consiglio, che è la sede istituzionale, e poi vediamo”.

Prima di tutto dunque l’approvazione dei tagli ai costi della politica, poi si valuterà il da farsi. Anche se ieri Berlusconi, alla consegna nelle sue mani della lettera d’addio firmata dalla Polverini, è stato perentorio nel convincerla a non lasciare: “Non se ne parla, devi restare” – ha detto il Cavaliere.

Beatrice Amorosi