ROMA, 20 SETTEMBRE – Eppure gli elementi sufficienti a indurre le dimissioni della presidentessa ci sono e sono anche tanti.

In primis la pubblicazione del dossier sulle spese sostenute dalla Polverini: si va dai 350mila euro di investimenti giornalistici agli oltre 500mila della campagna sulla chiusura della discarica di Malagrotta nel 2011 (al momento peraltro ancor aperta); passando per gli oltre 270mila euro spesi per la campagna “Doniamo il sangue” e i 75mila euro annui per l’assunzione di un fotografo personale; per non parlare dei vitalizi dei 14 assessori esterni fortemente voluti dallo staff della governatrice e degli investimenti faraonici in pubblicità televisiva e radiofonica. Il tutto per un costo complessivo che supera i 3 milioni di euro.

A ciò si aggiunga la tanto contestata partecipazione della Polverini al toga-party organizzato nel 2010 dal consigliere regionale Carlo De Romanis al Foro Italico, le cui immagini stanno spopolando sul web: una festa in costume da oltre 20mila euro, finanziata indirettamente dai contribuenti, con tanto di odalische, ancelle e politici travestiti da uomini dell’antica Grecia, il tutto annaffiato da fiumi di vodka e mojito.

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Ma riguardo a questa brutta figura la governatrice dichiara: “Sono stata invitata ad una festa da un consigliere per festeggiare l’addio al suo vecchio incarico. Le foto mostrano il mio sconcerto e me ne sono andata via subito”.

A sua discolpa De Romanis ribatte: “Alcuni possono pensare che sia stata un’occasione trash, ma era solo una goliardata pagata di tasca mia”.

Secondo il sindaco di Roma Alemanno, che intanto preme affinché la Polverini non lasci, “se è vero che De Romanis ha pagato la festa con i soldi suoi, è solo una questione di cattivo gusto e impresentabilità”.

Beatrice Amorosi