ROMA, 20 SETTEMBRE – C’è sempre una prima volta, soprattutto se è una cosa negativa. Oggi, per la prima volta nella storia del Senato, una seduta è stata sospesa perché mancava chi doveva presiederla.

In mattinata si doveva tenere a Palazzo Madama la seduta sulle mozioni in merito alla violenza contro le donne. La discussione, però, è stata sospesa perché mancava che doveva presiederla.

Dopo il turno della senatrice Emma Bonino era previsto che la discussione fosse presieduta dal pidiellino Domenico Nania, vicepresidente del Senato. Nania, però, non si è presentato in aula, in quanto il suo aereo aveva fatto ritardo. Per far fronte all’assenza imprevista, il compito di presidente è stato ricoperto da Rosy Mauro, ex Lega Nord, ma non per molto: la vicepresidente è rimasta finché non è dovuta andar via per un impegno personale, «improrogabile e irrinunciabile», dovendo prendere un volo a Fiumicino.

Per circa 30 minuti, quindi, la seduta, priva di chi la doveva gestire, è stata interrotta, fino al momento in cui è tornato il presidente del Senato, Renato Schifani.

La decisione della Mauro è stata duramente contestata dal senatore Pdl, Sandro Bondi: «È un fatto inaudito, si chiedano spiegazioni a Rosy Mauro. Cosa c’è di più improrogabile della gestione dell’aula?»

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«È stata cosa gravissima» ha protestato il capogruppo Pd, Anna Finocchiaro, non appena è arrivato Schifani, il quale ha dichiarato che «l’interruzione dei lavori di un’aula parlamentare, per l’assenza di chi la deve presiedere, è un fatto increscioso» e di voler «acquisire tutti i dati necessari a una corretta informazione su quanto accaduto».

Più soft, e un po’ contraddittorio, il commento di Luciana Sbarbati, Repubblicani Europei: «Scaduto il tempo ha solo fatto un errore di forma e di sostanza nel dire che aveva un impegno. Non lo doveva dire e ha sbagliato», perché «Non ci sono impegni prioritari».

Le intenzioni di Schifani non preoccupano troppo i “colpevoli” dell’interruzione, i quali non si sentono responsabili della sospensione. Nania si è giustificato dicendo che il suo aereo doveva partire «da Catania alle 9.15 e arrivare a Roma alle 10.15. Il volo è invece atterrato nella capitale alle 11.40. Alle12.20 sono arrivato in Senato e mi hanno detto quello che era accaduto. Io comunque avevo avvisato del ritardo dell’aereo. Prendetevela con il ministero dei Trasporti». Neanche Rosy Mauro si sente responsabile dell’interruzione: «La mia unica colpa, se di colpa si tratta, è stata quella di accettare di sostituire il collega assente, pur avendo impegni urgenti ed improrogabili».

Giovanni Gaeta