BOLOGNA, 20 SETTEMBRE – Non doveva andare così, non doveva essere l’ultimo suo secondo giorno di scuola, dove in realtà poi, non è neanche mai arrivato. Avrebbe dovuto attraversare tranquillamente, prendere l’autobus, arrivare a scuola e sedersi al suo banco Jacopo Iacenda. È questo quello che dovrebbero fare i bambini di 11 anni. Ma per lui, purtroppo, non è andata così. Ha attraversato, ma un’auto lo ha travolto. “Come hanno fatto a non vederlo?” urla disperata la madre che probabilmente non si capaciterà (e forse neanche perdonerà)  mai per quello che è successo.

Abitavano là vicino, poco distante da quella maledetta strada che glielo ha portato via, sulla San Vitale, a Canaletti di Budrio nel bolognese, mamma, papà, Jacopo e il fratellino di 4 anni. Fino al settembre scorso, i genitori accompagnavano Jacopo ad una fermata più vicina a scuola per prendere l’autobus. Ma quest’anno, sarebbe andato alle medie, era tanto grande da poterlo prendere su quel rettilineo, dall’altra parte della strada dove c’erano i cartelli segnaletici che avrebbero avvisato gli automobilisti del suo probabile passaggio, come avevano chiesto al comune insieme ad un’altra bimba, mamma e papà. Tanto lo avrebbero guardato dalla finestra che dava sulla strada e si sarebebro assicurati che il figlio salisse sullo scuolabus.

Ma le “fatalità”, come l’ha definita il sindaco di Budrio, Giulio Pierini, succedono e colpiscono alle spalle quando meno  lo si aspetta, e così che è andata ieri mattina, mercoledì 19 settembre, alle 7 e 20 quando il padre di Jacopo lo ha accompagnato alla strada per l’ultima volta. “Sappiamo che quel tratto ha problemi di velocità e sicurezza, soprattutto di notte e abbiamo programmato un incontro con la provincia”, ha detto il primo cittadino. “Non ci sono le strisce, perchè fuori dai centri urbani non è consentito”,ha aggiunto esprimendo la sua incredulità per quello che è avvenuto.

[smartads]

Intanto, mentre il corpo del piccolo è all’obitorio, dove non sarà sottoposto ad autopsia, ma solo ad un’ispezione esterna e il suo zainetto, che ormai non serve più, chissà dove, il Pm Manuela Cavallo, ha disposto una consulenza cinematica per chiarire ulteriormente le dinamiche dell’incidente e aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti.

È colpa del fato forse, o forse no. Ma i dati rilevati dall’Osservatorio il Centauro-Asaps allertano e intimano di darsi urgentemente una risposta. Circa 50 le vittime, si parla di soli bambini, registrate negli ultimi mesi. Le aree a maggior rischio, secondo il presidente dell’Asaps, sarebbero i centri urbani anche se è sulle statali e provinciali, nelle vicinanze delle scuole come vediamo, che si contano più corpicini. Un primato, non da Oscar, va alla Lombardia, seguono l’Emilia Romagna, Toscana e così via. Dati questi, preoccupanti, soprattuto perchè, il più delle volte, non si tratta di “fatalità”, di caso beffardo, ma di uomini e regole. Un legame più “armonioso” fra i due forse, potrebbe di gran lunga, far risparmiare lacrime e fiori.

Marilena Felice