ROMA, 20 SETTEMBRE – A quanto sembra la prima a pagare sarà Renata Polverini. Mentre prosegue l’inchiesta sui fondi pubblici che avrebbero consentito all’ex capogruppo Pdl Franco Fiorito di vivere nel lusso, la Polverini interviene a Mattino Cinque sfogando la propria rabbia nei confronti dell’atteggiamento tenuto dall’opposizione.

In Consiglio “non hanno capito che bisogna fare, invece si procede in una lotta intestina – lamenta la presidente della Regione Lazio – O questa storia finisce oggi o finisce per tutti perché la faccio finire io, sono stanca”. Poi annuncia: “Ho chiesto un incontro al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri per capire quali sono i tempi e le condizioni per andare al voto se si dovesse procedere in questo disastro”.

E le paventate dimissioni sarebbero l’unico punto su cui la Polverini e il centrosinistra si trovano d’accordo. Oggi infatti, a margine della riunione dei capigruppo convocata per discutere i tagli alla spesa da approvare in Consiglio, in una nota ufficiale si legge che “tutte le forze d’opposizione venerdì voteranno queste misure e, subito dopo l’approvazione dei tagli del Consiglio e della Giunta, presenteranno la mozione prevista dal regolamento della regione per chiedere le dimissioni della Polverini”.

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Secondo Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Pd, “non passa giorno senza che vengano alla luce nuove e impressionanti notizie sulla pressoché totale assenza di legalità nell’uso delle risorse pubbliche da parte del gruppo consiliare del Pdl”. Pertanto “è dovere di Renata Polverini interrompere questa agonia e restituire ai cittadini del Lazio il diritto di scegliersi consiglieri regionali in grado di comportarsi onestamente”.

Fiorito solo capro espiatorio? Ostriche e champagne per i colleghi del Pdl

E intanto Fiorito, quello che al momento resta l’unico indagato, si difende in un’intervista a “Repubblica”, ritenendosi vittima di un complotto ordito da “gente senza morale”.

L’inchiesta l’ho fatta partire io, io ho segnalato le anomalie – ha dichiarato – Sto tirando fuori le carte, la verità apparirà diversa da come oggi viene dipinta”.

E aggiunge “sono altre le persone da indagare”, riferendosi agli ex colleghi pidiellini. Quindi l’accusa diretta: “Le ostriche erano per il consigliere Miele, lo champagne per Bernaudo e tutto il resto per Battistoni”.

Beatrice Amorosi