MILANO, 2O SETTEMBRE – Una sequenza di pochi secondi ripresa da una telecamera all’angolo tra Via Vasari, Via Colletta e Via Burlamacchi, poco lontano da quella Via Muratori in cui circa due ore prima Massimiliano Spelta e la moglie Carolina Payano sono stati trucidati da sette colpi di revolver.

Pochi secondi che rivelano un tassello chiave dell’omicidio della coppia avvenuto lo scorso 10 Settembre verso le 20.

LA RICOSTRUZIONE – Alle 22 circa dello scorso lunedì 10 Settembre, un uomo rasato e con le braccia tatuate sta aspettando davanti a un bar tra Via Vasari, Via Colletta e Via Burlamacchi, a duecento metri circa dalla Via Muratori teatro dell’omicidio di Massimiliano e Carolina.

Arriva un altro uomo, su uno scooterone nero, la cui targa è la stessa di quello che è sfrecciato alle 20 davanti al negozio “Abbottega” di Via Muratori, ripreso anche lì da una telecamera, e che pochi secondi dopo ha fatto fuoco sulla coppia che stava camminando lungo la via.

Ma se, in quest’ultimo caso, le immagini avevano svelato solo l’abbigliamento del killer e del conducente dello scooter, entrambi debitamente coperti e muniti di casco integrale per nascondere ogni particolare sulla loro identità, due ore più tardi tutto cambia.

Il conducente scende e si toglie il casco; il ragazzo tatuato lo aggredisce: «Non dovevate tirare alla ragazza!».

Il primo se ne va abbandonando sul marciapiede lo scooter che qualche minuto più tardi qualcuno passerà a portare via, mentre l’altro fa una telefonata col cellulare e si allontana su una Subaru.

[smartads]

IL CONDUCENTE DELLO SCOOTER: UN AMICO DI SPELTA – Pochi istanti ma molto preziosi per gli inquirenti coordinati dal Pm Elio Remondini e da Alessandro Giuliani, che hanno individuato l’uomo rasato e tatuato sulle braccia.

È un amico intimo di Massimiliano Spelta che abita a Milano nella zona dell’Ortomercato.

Lunedì sera dopo l’omicidio la Squadra Mobile lo ha cercato subito e lui, che in un primo momento era riuscito a non farsi rintracciare, si è presentato in Questura a tarda notte.

L’uomo è originario di Peschiera Borromeo, lavora nell’azienda dei genitori che importa ortofrutta dall’estero e naturalmente ha contatti “commerciali” anche con Santo Domingo, ama la bella vita milanese, i genitori gestiscono un ristorante in centro città.

Troppe cose in comune con Spelta, infatti questo signore con la passione per i pitbull sa perfettamente dei traffici in cui l’amico è coinvolto, probabilmente sa dell’intenzione di andarsene da Milano e dal giro di droga (una faccenda troppo grande e pericolosa) per investire su un bar bordello a Santo Domingo, e sa quale passo falso gli è costato la vita.

I KILLER FORSE ITALIANI – Per la Questura si tratta di una “pista seria” ma nulla più trapela sullo stato dell’indagine: è innegabile comunque che qualche nome e cognome sta già emergendo da questo pentolone di bella vita, soldi, e tanta tanta cocaina.

Al punto che si può anche avanzare una considerazione: i killer di Massimiliano Spelta e Carolina Payano potrebbero essere italiani.

Chi ha freddato i due conosceva bene Milano e il quartiere in cui è avvenuto l’omicidio, sapeva che nel luogo della sparatoria non c’erano telecamere, e si è premurato di muoversi su un Madison o un Tmax con targa, però, di un Honda Cbr.

Inoltre è preciso, centra perfettamente i due con un revolver, sicuro di ammazzarli sul colpo.

Decade quindi la pista dei Narcos o meglio dei Trinitarios, una gang di dominicani piuttosto sviluppata a Milano nel giro del traffico di cocaina, l’unica ad aver messo a segno qualche omicidio ma non assolutamente in grado di pianificare ed eseguire col sangue freddo e la destrezza di chi ha ucciso Massimiliano e Carolina.

Ilaria Facchini