ROMA, 18 SETTEMBRE – Otto fabbricati e cinque terreni nel cuore della Ciociaria, vacanze in resort di lusso, macchine potenti, cinque conti esteri per oltre 2 milioni e ora una villa abusiva da 800mila euro nel cuore del Circeo: continua ad allungarsi la lista della spesa del capogruppo Pdl della Regione Lazio Franco Fiorito, indagato dalla Procura di Roma per peculato ai danni del suo partito.

La villa in questione, costruita abusivamente nella riserva naturale, è stata comprata, con pagamento rigorosamente in contanti, il 28 novembre, giorno in cui si trovava “in sanatoria”: ciò significa che l’acquisto non può essere stato finanziato da una banca tramite mutuo. Dunque il capogruppo avrebbe pagato con soldi già in suo possesso, ottenuti dal partito.

Ora la Guardia di Finanza sta portando avanti le indagini, servendosi di controlli incrociati per capire che fine abbiano fatto i soldi incriminati: occorre far luce sui 109 bonifici eseguiti da Fiorito verso se stesso girando i soldi su depositi personali, sui numerosi assegni con beneficiario ancora sconosciuto e sulle carte di credito ricaricabili per cui il Pdl di Via Pisana ha sborsato 90mila euro.

Il nucleo Valutario della GdF vuole vederci chiaro anche sulla figura di Bruno Galassi, ex capo della segreteria di Fiorito, che sarebbe stato a conoscenza di tutti gli spostamenti di denaro, dal momento che le fatture da saldare, vere e false, passavano dalle sue mani. Ma Galassi declina ogni responsabilità, dichiarandosi all’oscuro di ogni attività illecita : “Eseguivo soltanto gli ordini, non sapevo se ci fossero irregolarità. Lui mi diceva cosa fare e io agivo”.

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Polverini: “Disgustata dall’uso dei fondi”

Scoppiato lo scandalo Fiorito, Renata Polverini, presidente del Lazio, chiede scusa ai cittadini e alle istituzioni, mostrandosi intenzionata a rimettere ordine nei conti regionali. “In queste ultime due settimane la Regione Lazio è finita nelle prime pagine di tutti i giornali per l’uso abnorme e a dir poco disinvolto dei fondi del Consiglio destinati ai gruppi” – ha dovuto ammettere durante la seduta straordinaria, conclusasi con l’approvazione di una mozione contenente varie proposte per tagliare le spese del Consiglio fino a 70 milioni nel 2013.

Ci siamo sfracellati come la Concordia – dice la Polverini – ma siamo nelle condizioni di invertire la marcia”, perché “se non cambiamo strada siamo noi l’antipolitica”.

Perché non si verifichino più episodi simili, sarà necessario anzitutto “azzerare i contributi ai gruppi consiliari, fino all’introduzione di un sistema trasparente di certificazione e controllo delle somme destinate allo scopo”.

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Beatrice Amorosi