LIGNANO, 18 SETTEMBRE – Alla fine ha ceduto Lisandra Aguila Rico (21 anni), dopo quasi 5 ore di interrogatorio è crollata e ha confessato il brutale omicidio dei coniugi Rosetta Sostero e Paolo Burgato avvenuto la notte tra il 18 e il 19 agosto scorsi a Lignano Sabbiadoro.

Finalmente il ‘mostro’ ha un volto, anzi più di uno, perché la polizia è alla caccia anche del fratello di Lisandra, Laborde Reiver Rico (24). Due volti per molti sorprendenti e scioccanti dopo le accuse e le insinuazioni sul fratello della vittima, Rino Sostero e le ipotesi insistenti su un tipico omicidio delle  ‘bande’ dell’est . Il ‘mostro’ viveva dietro casa e ha la faccia angelica di una giovane ventunenne cubana. I coniugi Burgato la conoscevano bene perché lavorava nella gelateria “Il Re del Gelato” di proprietà della madre della giovane, Sandra Emilia Rico, immigrata molti anni fa in Italia e sposata in seconde nozze con un italiano. La gelateria si trova proprio di fronte alla coltelleria dei coniugi Burgato.

UNA RAPINA ANDATA MALE
[smartads]

Sarebbe questo il movente del barbaro omicidio. I due fratelli, conoscendo bene l’ambiente di Lignano, avrebbero, secondo gli inquirenti, raccolto informazioni sui Burgato, scoprendo che i due erano soliti tenere grosse somme di denaro in casa (infatti era così ndr). Per questo motivo avrebbero deciso di mettere a segno la rapina. Dopo i primi istanti in cui avrebbero immobilizzato le vittime, la situazione sarebbe sfuggita loro di mano.

Una delle ipotesi è che i coniugi li abbiano riconosciuti e a quel punto non era più possibile lasciarli in vita. Ecco quindi la fuga senza toccare nessun oggetto di valore nella villetta. Perché torturarli? Tra le molte domande a cui dovranno rispondere i fratelli Rico, c’è la questione più delicata: perché si siano accaniti con torture di ogni genere sui coniugi Burgato, non è chiaro. Non si sono accontentati di ucciderli, hanno voluto farli soffrire.

Non volevo assolutamente che le cose andassero così”, avrebbe detto Lisandra Rico durante l’interrogatorio, stando alle parole del suo legale Carlo Serbelloni, che poi ha anche aggiunto “La ragazza ha detto che la situazione è sfuggita di mano, che l’omicidio non era premeditato e che non voleva assolutamente che le cose finissero in questo modo. È molto provata per quello che è successo. Nel corso dell’ interrogatorio ha risposto per quanto riguarda la sua posizione.” Lasciando però intuire che siano ancora da accertare le responsabilità del fratello. Ed è certo che se e quando verrà catturato, voleranno gli stracci e le effettive implicazioni nell’omicidio saranno difficili da accertare con precisione.

Simone De Rosas