NAPOLI, 18 SETTEMBRE – Si chiamava Roberto Ursillo la vittima dell’agguato avvenuto in Giovanni Antonio Campano, nel quartiere di Chianico. Il 20enne stata viaggiando nella sua auto, una fiat Palio, lungo via dei Ciliegi, quando è stato affiancato dai killer, probabilmente in sella ad una moto. Ursillo è stato raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco sul viso e sul collo. È morto sul colpo. L’auto ha continuato la sua corsa cadendo dal cavalcavia sulla strada sottostante.

Gli automobilisti di passaggio avevano segnalato un incidente, ma quando i carabinieri sono arrivati hanno notato il corpo dilaniato dai proiettili. Sul luogo si è recato il Pm della Dda di Napoli Cesare Sirignano.

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LA FAIDA DI SCAMPIA – Roberto Ursillo, incensurato, era vicino alle famiglie camorristiche Abete-Abbinante. Dunque si tratterebbe di un’altra vittima  della faida, che ha già provocato numerosi morti. Il 9 settembre scorso era stato ucciso Raffaele Abete davanti un bar a Scampia. Gli inquirenti sostengo si tratti di un agguato organizzato dagli esponenti dei cosiddetti i “Girati” di via Vanella-Grassi, in guerra con con li esponenti appartenenti al cartello degli “Scissionisti” composti dalle famiglie Abete-Abbinante. Non si esclude, però, l’ipotesi di un regolamento di conti all’interno della cosca. Il padre e il fratello Giuseppe erano finiti in manette nel 2009 perché trovati in possesso di 5 kg di cocaina. Secondo gli uomini dell’arma entrambi sono organici del clan degli Abete-Abbinate. L’atro fratello di Ursillo, Salvatore, è stato arrestato nello stesso anno anch’egli per possesso di sostanze stupefacenti. Inoltre Roberto Ursillo era cognato di Antonio Bastone, che gestiva il traffico di droga nel lotto G di Scampia.

“È necessario usare tutte le misure necessarie perché siamo in guerra e bisogna evitare che in questi agguati, che avvengono in pieno giorno, ci possa finire per sbaglio anche gente onesta”, ha affermato il presidente dell’ottava Municipalità, Angelo Pisani.