FERRARA, 18 SETTEMBRE – Aveva solo 17 anni Alessio e l’unica cosa che contava, per lui e per tutti, era vivere. Amava giocare  a pallone nella Polisportiva Magnavacca, la scuola calcio appartenente al papà. E aveva un dono speciale: sapeva far ridere gli altri. Papà Franco e mamma Bettina avevano solo lui, unico figlio, ma quell’elettroencefalogramma piatto ha voluto dirgli che sarebbero rimasti soli.

LE DINAMICHE – Erano le 4 e 30 della notte tra sabato e domenica. Alessio stava tornando a casa con il suo scooter dopo una serata trascorsa con i suoi compagni ad una festa. Lo seguiva un amico. Insieme prendono la strada di Porto Garibaldi e Comacchio, la via del Mare.

Ad un certo punto Alessio, per motivi oscuri, forse un dosso non visto o un malore, perde il controllo del mezzo che inizia a sbandare fino a quando non si schianta violentemente contro un albero, nei pressi del lido di Volano. Il ragazzo sbatte  brutalmente la testa nonostante il casco, cade a terra, non respira. L’amico che gli stava dietro, caduto anche lui a causa dell’urto con la ruota dello scooter di Alessio, si rialza e chiama immediatamente i soccorsi: “correte correte…Alessio è caduto!”.

I primi ad arrivare sono i carabinieri, poi i sanitari del 118 che cercano di rianimare il cuore del 17enne che arriva in ospedale a Valle Oppio, ma le sue condizioni sono delicate perciò viene trasferito subito all’ospedale Sant ‘Anna di Cona. Prognosi riservata, dicono i medici. Ma in realtà già sanno, l’impatto contro il pino è stato troppo forte. Qualche ora dopo il suo cuore  si è fermato e probabilmente non è stato l’unico che ha smesso di battere, anche se solo per qualche istante, l’intera sala d’attesa ha smesso di vivere.

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Immenso il dolore dei genitori che, nonostante tutto, trovano la forza di decidere per la donazione degli organi per evitare che altre mamme ed altri papà  si trovino a dover affrontare quello che oggi affrontano loro. Verso le 14 è iniziata l’operazione: Alessio ha donato le cornee e permesso a qualcun’altro di vedere ancora al posto suo. Quel che resta è un vuoto incolmabile che un pallone, la borsa degli allenamenti e ogni altra cosa intorno a loro, non farà che ricordarglielo.

Alessio Vitali sarà cremato, hanno voluto così. Nessun fiore, al massimo un’offerta alla scuola calcio di Magnavacca, quella che lui amava tanto. Stasera, alle 21.00, presso la Parrocchia di Porto Garibaldi avrà luogo una veglia  nell’attesa che si decida per i funerali che si terranno probabilmente al Duomo di Comacchio dove, parenti e amici, si stringeranno tutti per accogliere il dolore.

Maria Rita Messina