MILANO, 17 SETTEMBRE – Tre punti in tre partite. Un bottino miserrimo per una squadra che, a detta di Galliani, ha il compito di vincere il campionato. Massimiliano Allegri è già sulla graticola, anche perché le due sconfitte sono maturate in casa contro Sampdoria e Atalanta, mentre l’unico successo, contro il Bologna, è stato ottenuto anche grazie ad un errore marchiano del portiere felsineo Agliardi. In tutte le occasioni, però, il Milan ha palesato una sconcertante carenza non solo di gioco, ma soprattutto di quella cattiveria agonistica a cui le grandi squadre ricorrono quando talento e tecnica non fanno la loro parte. Se si aggiunge che i rossoneri non subivano due sconfitte consecutive tra le mura amiche da 82 anni e che domani c’è l’esordio in Champions League contro l’Anderlecht, si può capire come il tecnico livornese si trovi in cattive acque.

Per l’allenatore rossonero il problema dei suoi giocatori risiede non tanto nei piedi, quanto nella testa: «È un problema psicologico, dobbiamo giocare in maniera più spensierato e propositivo. Mancanza di personalità senza Ibra e i big andati via? La personalità si matura con i risultati, e i ragazzi in questo devono essere convinti di essere comunque il Milan, seppur giovane. La squadra è molto cambiata, la cosa migliore da fare adesso è levarsi dalla testa la preoccupazione di non essere forti come prima, anche perché è comunque una squadra che lotta con tutti. I ragazzi devono crescere e capire che non devono avere timore».

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Insomma, la squadra è valida, anche se meno dell’anno scorso. Di tutt’altro avviso è Zvonimir Boban, ex trequartista dei rossoneri, con i quali ha vinto una Coppa dei Campioni e 4 scudetti, oggi opinionista su Sky. L’ex giocatore croato è stato categorico, al limite dell’insulto: «Si può anche perdere ma bisogna farlo giocando a calcio. Il Milan non lo sta facendo. Va a casaccio, manca la qualità. Quella di quest’anno è la rosa più indegna degli ultimi 25 anni».

Adriano Galliani, comunque, ha voluto chiarire che la panchina di Allegri non è in pericolo: «Non è in discussione» ha assicurato l’amministratore delegato rossonero a Sky. «Deve stare sereno. Ora dobbiamo pensare a tornare a vincere e bisogna ritrovare anche gli infortunati. Berlusconi mi ha chiesto di stare vicino alla squadra e tranquillizzarla in questo momento».

Nonostante le rassicurazioni, Allegri non può dormire sonni tranquilli, perché gli spettri dei suoi possibili successori stanno diventando sempre più consistenti: Guardiola è il sogno, ma da qualche giorno in via Turati ha iniziato a circolare anche il nome di Pippo Inzaghi, allenatore degli allievi nazionali dei rossoneri. Come se non bastasse, spuntano anche le autocandidature come quella di Ruud Gullit. «Se il Milan chiama, non si può dire no», ha detto l’ex campione olandese, che da allenatore, però, non ha saputo dimostrarsi capace come calciatore.

Giovanni Gaeta