IL CAIRO, 14 SETTEMBRE – Una seconda ‘primavera araba’? Sembra questa la situazione attuale in tutto il medi oriente, all’apparenza sconvolto dall’uscita del film di Sam Bacile, L’innocenza dei Musulmani, ma in realtà desideroso di mettere fine una volta per tutte alla dominazione occidentale nei propri territori.

Le proteste contro il video giudicato blasfemo e criticato nei giorni scorsi perfino da Ilary Clinton, si sono allargate a macchia d’olio dallo Yemen, alla Libia, fino al Sudan.

Proprio il Sudan oggi è stato il teatro di battaglia più duro. Le rappresaglie sono iniziate stamattina presto nella capitale Khartoum e hanno coinvolto le sedi diplomatiche di Usa, Gran Bretagna e Germania.

Stando alle prime notizie che giungono dal Sudan, sarebbero 4 le persone morte, tutte per mano della polizia sudanese che, nel tentativo di disperdere la folla che tentava di sfondare i cordoni di sicurezza creati intorno alle sedi diplomatiche, avrebbe sparato con armi automatiche.

AMBASCIATA TEDESCA

L’ambasciata di Berlino è stata la più bersagliata durante tutta la giornata. Dopo una lotta durata alcune ore, i manifestanti sono riusciti a sfondare il cancello e sono entrati all’interno del confine diplomatico. Rimosso lo stemma tedesco che campeggiava sulla porta d’ingresso dell’ambasciata, si sono concentrati sulla bandiera: l’hanno rimossa e sostituita con un vessillo di ispirazione quaedista.

AMBASCIATA GB

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Poi è stata la volta dell’ambasciata di sua maestà. Anche la storica sede diplomatica britannica non è stata risparmiata dalla rabbia dei contestatori. La polizia sudanese è però riuscita a respingerli con un fitto lancio di lacrimogeni.

AMBASCIATA USA

Considerata la vera ‘colpevole’ dell’uscita del film, è stata presa d’assalto da circa 10 mila persone. I manifestanti, muniti di pietre, l’hanno colpita frantumando numerosi vetri. Solo grazie all’intervento deciso della polizia sudanese si è evitato l’epilogo visto in Libia nei giorni scorsi. Voci provenienti dal teatro delle proteste riferiscono però di spari di arma da fuoco che, secondo la polizia sarebbero stati solo di avvertimento, mentre stando ad alcune testimonianze, avrebbero colpito 4 uomini, uccidendoli.

LO SPETTRO DI AL QUAEDA

Il quotidiano Libero riporta alcune voci raccolte tra la folla inneggianti a Osama Bin Laden. Uno degli slogan sarebbe stato “Attento Obama, siamo tutti Osama”. Per questo motivo le misure antiterrorismo sono state ulteriormente rafforzate anche sul suolo americano. L’11 settembre è terribilmente vicino.

L’AMBASCIATA ITALIANA

Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha voluto rassicurare tutti sulla situazione delle ambasciate italiane nei Paesi in rivolta: “La Farnesina ha avviato tutte le misure necessarie per la protezione sia del personale diplomatico che delle comunità italiane”.

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Simona De Rosas