BEIRUT, 14 SETTEMBRE – Dilaga in tutto il Medio Oriente la furia dei mussulmani contro The innocence of Muslims, il film sulla vita di Maometto, che rappresenta  il profeta come un folle, imbroglione e donnaiolo, propenso addirittura agli abusi sui bambini. Il trailer della pellicola, uscito sul web qualche giorno fa e della durata di 14 minuti, è stato ovviamente considerato blasfemo dai fedeli islamici, le cui proteste si sono presto trasformate in atti di pura guerriglia. Due giorni fa è stato preso d’assalto il consolato americano a Bengasi (Libia), dove alcuni uomini armati hanno fatto irruzione e dato alle fiamme l’edificio. L’assalto ha causato la morte di 3 marines americani e dell’ambasciatore Usa, J. Christopher Stevens.

La situazione è degenerata in poco tempo, tanto che oggi la protesta islamica si è allargata a macchia d’olio in molti paesi di confessione mussulmana: Libano, Tunisia, Egitto, Sudan, Iran, Yemen, Marocco, Indonesia, Bangladesh. E’ di almeno otto morti il bilancio provvisorio del venerdì della “rabbia islamica” contro il film su Maometto prodotto negli Usa da Sam Bacile.

LA MAPPA DELLA PROTESTA | LIVE Al JAZEERA

EGITTO E YEMEN

+ TUNISIADue manifestanti sono morti e altri 28 sono rimasti feriti negli scontri davanti all’ambasciata Usa a Tunisi. Lo riferisce il ministero della Sanita’. Le vittime sono state raggiunte da alcuni da colpi d’arma da fuoco. Inutili i soccorsi dell’equipe medica dell’ospedale cittadini di Mongi Slim.

Secondo indiscrezioni provenienti dai media tunisini, i servizi segreti del paese arabo avrebbero fermato un estremista che stava collocando un ordigno esplosivo dentro il compound dell’ambasciata americana di Tunisi. L’ordigno era confezionato artigianalmente con una bombola di gas.

+ SUDAN – Ancora indefinito il numero delle vittime nella capitale Khartoum: secondo la tv satellitare araba Al Arabiya, sono tre i manifestanti morti oggi durante i disordini esplosi nel corso della manifestazione davanti all’ambasciata Usa in Sudan, mentre Al Jazeera parla di quattro morti. Attaccate anche le sedi britanniche e tedesche

+LIBANO – In Libano, mentre papa Benedetto XVI si trovava a Beirut in visita pastorale, si sono registrati gravi episodi di violenza: a Tripoli, la seconda città del Libano (da non confondere con la capitale della Libia), un manifestante ha perso la vita, colpito da una pallottola sparata dagli agenti mentre i rivoltosi cercavano di prendere d’assalto un edificio governativo. Gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti hanno provocato 25 feriti, 18 dei quali sono tutori dell’ordine, colpiti dalle pietre lanciate dai manifestanti. Inoltre, una folla di 300 estremisti islamici ha dato fuoco ad un locale della catena di ristorazione americana Kentucky Fried Chicken (Kfc).

Benedetto XVI, dopo essere atterrato all’aeroporto di Ariri, dove è stato accolto dal presidente della Repubblica libanese, Michel Suleiman, ha mandato il suo messaggio di pace: «Arrivo in Libano come pellegrino di pace, come amico di Dio, e come amico degli uomini». Per Ratzinger il Libano rappresenta un esempio di convivenza tra mussulmani e cristiani, ma il Pontefice ha ricordato che si tratta di un «equilibrio fragile» che «rischia a volte di rompersi allorquando è teso come un arco o sottoposto a pressioni che sono troppo spesso di parte, interessate, contrarie ed estranee all’armonia e alla dolcezza libanesi».

Il Papa, poi, ha espresso il suo parere positivo a riguardo della Primavera Araba: «La Primavera Araba è certo una cosa positiva che esprime desideri di democrazia, libertà e di affermazione dell’identità araba. Esprime il grido di gran parte della gioventù culturalmente più formata». Tuttavia, avvisa Ratzinger, «c’è sempre il pericolo che nasca l’odio e per questo dobbiamo fare tutto il possibile perché la libertà vada nella giusta direzione».

+ PALESTINA: La rivolta contro il film blasfemo è andata in scena anche a Gaza. Migliaia di manifestanti hanno sfilato lungo le strade della città palestinese e a Rafah, nonostante Hamas avesse intimato ai cittadini a non aderire alle manifestazioni programmate per il dopo preghiera del venerdì. Impugnando le bandiere di Hamas e dei movimenti della Jihad migliaia di persone hanno urlato “Morte all’America, morte a Israele“.

+ IL FILM ANTI-ISLAM: “Un film sbagliato, inappropriato, avvilente”: è questo il giudizio del candidato repubblicano Mitt Romney sulla pellicola “Innocence of Muslims” che ha scatenato il venerdì di proteste e violenze contro ambasciate e consolati americani in Medio Oriente.

Bahrein, Afghanistan e Egitto hanno bloccato gli accessi al film anti-islamico prodotto negli Usa e pubblicato su YouTube. La decisione è stata presa nel tentativo di evitare proteste nel Paese.

Sam Bacile, il regista del film che ha scatenato la rabbia del mondo musulmano, potrebbe finire in prigione. La giustizia usa ha avviato un’indagine per verificare se il 55enne copto-cristiano abbia violato i termini della libertà vigilata concessagli, dopo essere stato condannato a 21 mesi di carcere nel 2010 per una frode bancaria

Giovanni Gaeta