MILANO, 14 SETTEMBRE – Sono stati resi noti i risultati dell’autopsia sul corpo di Massimiliano Spelta, 43 anni, uno dei due coniugi freddati nell’omicidio avvenuto lunedì sera alle 20 in Via Muratori a Milano.

L’esame autoptico che si è svolto all’Istituto di medicina legale di Milano ha rilevato che l’uomo è stato colpito da un proiettile che, entrato dal fianco sinistro, ha trafitto la testa del femore destro, e da un altro alla base del collo che gli è stato fatale.

Tracce di proiettile sono state ritrovate anche nei polmoni.

Ancora in corso invece l’autopsia sul corpo della ventunenne moglie dominicana di Spelta, Carolina Payano. Al momento è trapelato solo che la donna è stata raggiunta da un colpo alla base della nuca, sotto l’orecchio sinistro, e che la camiciatura del proiettile è stata ritrovata nel cranio.

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I testimoni interrogati dalle squadre di inquirenti che stanno setacciando Via Muratori e dintorni hanno però affermato di aver udito sei distinti colpi; bisognerà quindi trovare i tre proiettili restanti.

I KILLER PROFESSIONISTI E IL TRAFFICO DI DROGA – La minuzia e la precisione con cui i proiettili del revolver utilizzato per uccidere Massimiliano e Carolina hanno centrato il bersaglio induce gli inquirenti a pensare che i killer fossero dei professionisti, abituati a questo genere di “compiti”.

Questo sarebbe un altro elemento a concreto sostegno della pista del traffico di droga, ipotesi sostenuta con decisione ieri dal prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi e dal questore Alessandro Marangoni, soprattutto se messo in relazione con il ritrovamento di 47 grammi di cocaina puri al 60% nel loft in cui la coppia abitava a Milano, quantità e qualità che non vengono spacciate dalle piccole bande di città ma da un vero e proprio “giro”.

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Lo scenario in cui indagare a questo punto, rimandando a qualcosa di ben più grande della criminalità cittadina, si profilerebbe molto complesso.

Per ora ci si sta concentrando sui movimenti di spaccio a Milano, con particolare attenzione a quelli che coinvolgono la comunità dominicana, piuttosto numerosa in città. Essa infatti, poiché la moglie di Spelta era originaria proprio di Santo Domingo, potrebbe essere riuscita agevolmente a entrare in contatto con la coppia.

Per questo motivo gli inquirenti non si sentono di escludere neppure la pista di un’esecuzione approntata niente meno che dai Narcos; lo “stile” con cui è stato compiuto l’agguato in Via Muratori, tra l’altro, non pare molto distante da quello tipicamente usato dai Narcos.

LA COPPIA FREQUENTAVA ABITUALMENTE VIA MURATORI – Nella matassa ingarbugliata dell’omicidio di Massimiliano e Carolina spuntano nuovi particolari sulla loro vita privata.

Ieri, grazie ad alcune foto che la giovane aveva pubblicato sul profilo Facebook e alle testimonianze di amici e conoscenti, si era scoperto che i coniugi amavano fare feste nel loro loft milanese, ma anche frequentare locali molto di tendenza come l’Hollywood e il The Club.

Oggi gli agenti al setaccio di Via Muratori e della zona di Porta Romana hanno appurato che Massimiliano Spelta e la moglie frequentavano abitualmente anche questa zona milanese, piena di ristoranti e locali alla moda, in cui lunedì sera sono stati uccisi.

Chi li ha ammazzati, o meglio, il mandante dell’omicidio, conosceva quindi le loro abitudini modaiole.

Ilaria Facchini