Ospedale Umberto I SiracusaSIRACUSA, 14 SETTEMBRE – È ricoverata da cinque giorni all’Ospedale Umberto I di Siracusa, in coma e in condizioni gravissime.

Una giovanissima nuotatrice di 14 anni di una società romana, sabato sera, assieme alle sue compagne, ha ingerito venti cucchiaini di bicarbonato di sodio, della Citrosodina e un antinfiammatorio mentre si trovava a Siracusa per uno stage di una settimana in preparazione alla nuova stagione agonistica.

Il mix è stato fatale per la ragazza, che ha accusato immediatamente convulsioni. È arrivata già in coma all’ospedale siracusano ed è stata ricoverata nel reparto Rianimazione, dove tuttora lotta tra la vita e la morte.

Si legge nel bollettino medico diffuso ieri dall’Umberto I che la giovane «Al ricovero presentava convulsioni epilettiche e coma a seguito di edema cerebrale provocato da forte squilibrio elettrolitico; la giovane è stata sottoposta a una procedura di decompressione cerebrale (un intervento chirurgico, ndr)».

La prognosi è ancora riservata.

TENTATIVO DI MIGLIORARE LE PRESTAZIONI O SEMPLICE BRAVATA? – Nell’ambiente sportivo è noto che l’assunzione di bicarbonato di sodio abbassa la produzione di acido lattico garantendo una migliore prestazione fisica.

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Contattata ieri proprio in merito alla vicenda della 14enne, la nuotatrice e campionessa italiana Alessia Filippi ha affermato che «esistono pasticche di bicarbonato minuscole che si prendono contro l’acido lattico ma solo sotto controllo medico. Le prendevo anni fa prima delle gare. Ma a 14 anni non ha senso, è troppo presto. Escluderei che sia stato un medico a prescriverle».

Se pare eccessivo urlare a un tentativo, seppur maldestro e fai-da-te, di doping, resta l’ipotesi della bravata tra adolescenti.

È la tesi che sostiene ancora sconvolta e in lacrime la mamma della giovane: «Quella maledetta sera si è riunita assieme alle altre compagne per una sfida a chi assumeva più bicarbonato. Non era un tentativo di migliorare le prestazioni ma solo uno stupido gioco, anche se adesso mia figlia rischia la vita».

Nonostante l’obiettivo delle ragazze non fosse volutamente quello di incrementare le prestazioni atletiche, la madre stessa della 14enne afferma che la figlia, quindi probabilmente tutta la squadra, era al corrente delle proprietà benefiche del bicarbonato di sodio: «Dopo un mese e mezzo di inattività può verificarsi l’accumulo di acido lattico. Mia figlia aveva una scatola di bicarbonato comprata al discount, lei sapeva che poteva sciogliere un po’ di bicarbonato nella vasca per rilassarsi».

Alessia Filippi ha provato a contestualizzare così il gesto della giovane e delle sue compagne, pur mantenendo ferma la convinzione che si sia trattato di un gioco e di un pericolo sottovalutato: «I genitori dovrebbero spiegare ai loro figli come ci si comporta. Non si scherza con queste cose. Ma forse dipende anche dal boom del nuoto che abbiamo creato noi negli ultimi anni con le nostre vittorie: ora tutti vanno su internet, leggono e pensano di imitarci».

Che l’impennata mediatica raggiunta in questi ultimi anni dal nuoto italiano e dai suoi atleti abbia avuto un ruolo nella bravata della 14enne non è comunque dimostrabile, ma potrebbe rivelarsi uno dei tanti argomenti di discussione che la vicenda potrebbe aprire nelle prossime settimane.

Ora la priorità è costituita dalle condizioni di salute della giovane, purtroppo ancora lontane dal miglioramento.

Ilaria Facchini