BOLOGNA, 13 SETTEMBRE – Sono finite tragicamente le ricerche di Enrico Trebbi, il trentaseienne di Casteldelci scomparso venerdì pomeriggio. L’uomo, che da tempo soffriva di crisi depressive e per questo era seguito dal Centro di Salute Mentale di Novafeltria, è morto ieri mattina intorno alle 11 nei boschi tra Casteldelci e Verghereto.

LE RICERCHE

Non era certo la prima volta che Enrico Trebbi si allontanava da casa senza dare notizie per andare a passeggiare nei suoi amati boschi. In un primo momento infatti, la famiglia non si era allarmata non trovandolo a casa e rinvenendo un biglietto in cui assegnava alcune mansioni domestiche alla madre e ai fratelli. Avevano pensato a una delle sue solite passeggiate che potevano durare anche un giorno. Sabato però, non vedendolo rientrare, avevano allertato i carabinieri della zona. Più di cento uomini (tra Soccorso Alpino, vigili del fuoco, carabinieri, Forestale e volontari della Protezione Civile) si erano riversati nella zona di Raggio Della Cenere, tra Verghereto e Casteldelci. Nulla. Di Enrico nessuna traccia. Martedì sera le ricerche erano state sospese in attesa di nuovi indizi su cui lavorare.

IL RITROVAMENTO
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Ieri mattina all’alba alcuni amici e parenti di Enrico però, non rassegnandosi all’interruzione delle ricerche, avevano continuato a battere la zona in cerca di una traccia.

Intorno alle 11 la svolta. Il fratello maggiore vede Enrico tra gli alberi lo chiama a gran voce. Lui, forse spaventato, forse sicuro di ciò che stava facendo, si toglie alcuni indumenti e cade tragicamente in un dirupo. Il precipizio è altissimo, quasi cento metri, e per Enrico non c’è nulla da fare. Il tonfo sordo del suo corpo sul letto di un piccolo rigolo d’acqua non lascia spazio a illusioni. Muore sul colpo. Solo dopo tre ore e mezzo di lavoro gli uomini del Soccorso Alpino, coadiuvati dall’Elisoccorso di Pavullo, sono riusciti a estrarre da quel precipizio il corpo ormai senza vita di Enrico.

SUICIDIO O TRAGICA FATALITA’?

Sono queste le due ipotesi al vaglio degli inquirenti in queste ore. Enrico voleva buttarsi nel dirupo o ci è finito nel disperato tentativo di fuggire dalla famiglia che era riuscito a trovarlo anche in quei boschi che lui credeva impenetrabili.

Nonostante il pesante interrogativo, a Casteldelci resta un vuoto enorme lasciato da quel ragazzo cordiale, generoso e un po’ introverso che non farà più ritorno a casa.

Il parroco del paese don Romualdo, ha voluto così ricordarlo attraverso le pagine de Il Resto del Carlino: “I primi tempi che ero arrivato qua veniva a trovarmi tutte le sere per fare due chiacchere o passeggiare. La speranza era di rivederlo sano e salvo in paese. Siamo tutti molto addolorati. Enrico era amato davvero da tutti. Pregherò per lui e la sua famiglia”.

Simone De Rosas