MILANO, 12 SETTEMBRE – È come se si fosse aperta la scatola di un puzzle e ne fossero state sparpagliate le tessere alla rinfusa su un tavolo.

Seguendo i vari elementi che stanno venendo alla luce da lunedì sera, quando Massimiliano Spelta, 43 anni, e la moglie 21enne Carolina Payano sono stati brutalmente uccisi in Via Muratori a Milano attorno alle 20, gli inquirenti stanno cercando di ricomporre  l’esistenza della coppia.

 I 47 grammi di cocaina ritrovati durante la perquisizione del loro loft, subito dopo l’omicidio; i messaggi postati su Facebook da una Carolina stanca e triste, così lontana dalla sua indole solare come la terra da cui proviene; le feste milanesi, in casa o nei locali alla moda, a cui i due sembravano partecipare assiduamente; il mistero sul lavoro di Massimiliano a un anno dal fallimento della sua società “Dietetics Pharma” .

Probabilmente questi elementi riconducono tutti a uno stesso capo, ma come?

LA COCAINA – Lunedì sera, subito dopo l’agguato ai danni di Massimiliano e Carolina, gli agenti della Omicidi hanno perquisito la casa dei due, un loft di 95 mq al quarto piano di Via Mecenate 84 a Milano, in una palazzina elegante proprio di fronte al capannone che fino alla scorso anno ospitava la “Dietetics Pharma”.

In mezzo ad alcuni oggetti personali hanno trovato 47 grammi di cocaina che valgono quattromila euro.

Gli inquirenti affermano che non è raro trovare quantità simili per uso personale ma, dato l’alto prezzo, non sono generalmente gli spacciatori “di strada” qualunque a venderla.

Massimiliano e Carolina potrebbero quindi aver preso parte a un vero e proprio “giro”, di quelli in cui se fai una mossa sbagliata vieni punito, molto severamente in certi casi.

[smartads]

CAROLINA “STANCA DI QUESTA GENTE DEL DIAVOLO” – Il 27 Agosto Carolina Payano è in vacanza col marito a Cogorno, in Liguria, dove lui ha alcuni parenti.

Qualcosa ha rovinato la sua vacanza, al punto da generarle uno sfogo sulla sua pagina Facebook. La ragazza posta infatti questo status:  “Sono stanca di essere buona e sopportare, mi sono rotta, non ce la faccio più. Che se ne vadano al diavolo”. Per poi rincarare in un commento allo status: “È vero, me ne voglio andare al mio Paese e dimenticarmi questa gente del diavolo”.

L’amarezza prosegue anche nei giorni successivi, quando Carolina scrive: “Se fai, è cattivo, e se non fai, anche. Dio mio, aiutami a capire questa vita da pazzi” All’amico caraibico che le commenta “Sii paziente e non ti arrabbiare, tu ti arrabbi con facilità”, lei risponde con una frase che arriva dritta come una freccia: “Tutto ha un limite e il mio è già superato”.

Ha 21 anni Carolina, Facebook è per lei un diario su cui sfogare e condividere le emozioni, proprio come qualsiasi diario di ogni sua coetanea.

È arrivata a Milano nel 2011 dopo essersi sposata con Massimiliano prima nel paese di origine, Santo Domingo, poi nella stessa Milano. Alla sua giovane età ha la responsabilità di essere moglie e madre, ma c’è qualcos’altro che la turba e le lacera i nervi: chi è la “gente del diavolo” di cui scrive? Cos’ha fatto per indurla a pensare di tornare addirittura a Santo Domingo, nella povertà da cui è fuggita appena possibile?

LE FESTE E IL FALLIMENTO DELLA DIETETICS PHARMA – Massimiliano Spelta fino al 2011 aveva una società a conduzione familiare che operava nel commercio di integratori alimentari, la “Dietetics Pharma”. Un’azienda in buona forma che lavorava anche con la Pfizer, ma che lo scorso anno viene volontariamente fatta fallire e posta in liquidazione.

Da quel momento Massimiliano risulta senza lavoro, situazione confermata anche dagli amici e dalla sorella, sentiti dagli inquirenti in questi giorni.

Eppure lui e Carolina conducono una vita ad alto profilo nella società milanese: sono praticamente di casa all’Hollywood e al The Club (dove spesso Carolina è vista da sola) e organizzano feste nell’appartamento di Via Mecenate dove gli amici sembrano divertirsi molto a colpi di rhum.

Carolina pubblica le foto di questi party su un suo secondo profilo Facebook a nome “Carolina la Diva”.

La sera stessa del loro omicidio si trovano in Via Muratori, strada di Milano nota proprio per l’alta concentrazione di locali e ristoranti.

Come poteva una coppia senza lavoro e con una figlia di quindici mesi sostenere un tale tenore di vita?

Sembra proprio che quei 47 grammi di cocaina stiano diventando molto più preziosi dei quattromila euro che valgono.

Ilaria Facchini