BARCELLONA, 12 SETTEMBRE – Secondo la polizia locale sarebbero stati 1 milione e mezzo i manifestanti scesi in piazza ieri pomeriggio a Barcellona per rivendicare l’indipendenza.

Gli organizzatori del corteo, tenutosi nella tradizionale “Giornata della Catalogna”, sono rimasti sorpresi dalla massiccia partecipazione del popolo catalano. “Una marea umana” – come loro stessi l’hanno definita – si è infatti riversata nelle strade di Barcellona, sfilando dal centro della città fino alla sede del Parlamento regionale.

Catalogna, nuovo stato per l’Europa”: questo il tema della manifestazione nazionalista, che ha raccolto il maggior numero di adesioni dai tempi della fine del regime franchista.

Maggiore autonomia fiscale oppure l’indipendenza

Maggiore autonomia fiscale per la Catalogna, reclamavano i manifestanti, dal momento che, secondo le stime, la regione spagnola un tempo molto ricca sarebbe ora sull’orlo della bancarotta, a causa della perdita di circa un 10% delle tasse versate al governo centrale di Madrid, che si occupa di redistribuire gli incassi tra i governi locali.

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Secondo gli organizzatori del corteo, la Catalogna dovrebbe poter riscuotere direttamente le proprie imposte, senza passare attraverso il Ministero nazionale delle Finanze, in modo da garantire ai cittadini il corretto funzionamento di scuole, ospedali e normale attività amministrativa.

Al momento, infatti, il contributo fiscale catalano sembra eccedere di almeno 12 miliardi le cifre impiegate dal governo centrale per i servizi regionali.

“Se il governo Rajoy non accetta il patto fiscale, sappiate che la strada della Catalogna verso la libertà è aperta” – avverte Artur Mas, presidente della regione.

Minaccia alla quale il Primo Ministro risponde richiamando l’attenzione sul fatto che “la Catalogna ha gravi problemi di deficit e di disoccupazione e non è questo il momento per le polemiche”. Poi un appello alla coesione: “Se nella storia della Spagna c’è un momento per rimanere uniti, è proprio ora”.

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Beatrice Amorosi