BOLOGNA, 11 SETTEMBRE – Un vero successo il discorso che Matteo Renzi ha tenuto ieri alla Festa dell’Unità di Bologna.

Quella che doveva essere la semplice presentazione del suo libro “Stil Novo” si è infatti trasformata in un vero e proprio show, che ha riscosso applausi e ovazioni da parte del pubblico accalcato nella sala dibattiti.

Se si trattava dunque di sondare il favore dei democratici, il giovane sindaco di Firenze potrà ben dirsi soddisfatto e partire più tranquillo per il suo tour di campagna elettorale in vista delle primarie del centrosinistra, che lo vedranno sfidare il segretario Pd Pierluigi Bersani.

Renzi esordisce rispondendo alle numerose critiche abbattutesi su di lui dopo che, in un programma radiofonico mattutino, aveva detto di Walter Veltroni “i successi maggiori li ha avuti come romanziere” e “gli auguro tanti romanzi belli per il futuro”.

Alla disapprovazione dimostrata da Ichino, Vassallo e Rosy Bindi, Renzi risponde: “In fondo cosa ho detto? Ho fatto una battuta sui romanzi di Walter, non mi pare così grave; a Firenze ci scortichiamo e comunque non è paragonabile a quello che viene detto a me, no?”. E invita “tutti a essere meno permalosi”.

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Non risparmia poi sulle frecciatine indirizzate a Nichi Vendola, che lo ha definito “in continuità con le politiche liberiste”, sostenendo che tra Cgil e Marchionne “Renzi sceglie Marchionne”.

“Da Vendola non accetto lezioni su cosa è o non è di sinistra” – protesta il sindaco, che prosegue attaccando direttamente il governatore della Puglia: “Caro Nichi, non è di sinistra mandare a casa il governo Prodi, come hai fatto tu nel 1998”.

E per concludere un affondo contro chi non rinuncia alla propria poltrona: “Dopo tre mandati vadano in pensione!”.

Poi una promessa: “Se vinco diminuiremo il costo del lavoro per le donne”.

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Beatrice Amorosi