NEW YORK, 11 SETTEMBRE – Tanti i “turisti della memoria” oggi a New York, un giro delle vasche quadrate costruite dove sorgevano i due grattacieli del World Trade Center. E’ il luogo dove oggi verranno commemorate le quasi tremila vittime dell’attentato dell’ 11 Settembre 2001.

Il rumore delle cascate che circondano le “reflecting pools” dovrebbe isolare i visitatori dal rumore della metropoli e favorire il loro raccoglimento, ma quasi tutti sono impegnati a scattare fotografie: dell’acqua, del 1 WTC, ancora da completare, ma che ormai ha comunque i suoi 105 piani.

Poi c’è il museo, tutti sono attratti dalla sua forma ardita che taglia l’aerea come una lama. Ma vengono respinti da un cartello: “Museo in costruzione, per ulteriori informazioni consultare si sito 911memorial.org”.

Avrebbe dovuto aprire per l’undicesimo anniversario, ma ci sono stati dei ritardi, quello che le guide non spiegano è che i ritardi non dipendono da motivi di sicurezza, dal timore di nuovi attentati, né dalla crisi economica.

Stavolta la causa principale è uno scontro tra il sindaco di New York, Bloomberg e il governatore dello stato, Cuomo.

Una battaglia sulle competenze delle rispettive amministrazioni: Bloomberg è il presidente della fondazione che controlla il memorial e il museo, ma l’area è di proprietà della Port Authority, i cui azionisti sono lo stato di New York e quello del New Jersey.

Con i riflettori puntati addosso, i protagonisti di questa brutta storia cercavano un accordo in extremis, i negoziati finora falliti, tra silenzi, dispetti. Così Stato e città, precipitati in una crisi senza precedenti, hanno iniziato a giocare a rimpiattino con la bolletta del Ground Zero. Anche perché oltre al completamento delle opere, c’è da considerare il finanziamento e la gestione dei siti.

Davvero un brutto spettacolo, che ha spinto le famiglie delle vittime a pretendere che non ci siano discorsi politici, almeno oggi, almeno a New York.

[smartads]

Le celebrazioni, quindi si prevedono, in tono minore. La principale cerimonia di commemorazione si terrà a Ground Zero, luogo in cui sorgevano le torri gemelle, dove saranno letti i nome delle circa 3000 persone uccise a New York, a Washington e a Shanksville, in Pennsylvania.

A differenza che negli anni scorsi, in ogni caso, nessun politico di rilievo – né il sindaco Michael Bloomberg, né altri – prenderanno la parola a New York, mentre il presidente Obama e la moglie Michelle si raccoglieranno in silenzio prima nei giardini della casa bianca poi al memoriale del Pentagono.

I vicepresidente Joe Biden andrà invece a Shanksville dove si schiantò il volo 93 dellla United Airlines.

Ieri, proprio a Shanksville, ha parlato il ministro della difesa Leon Panetta che ha invitato gli americani a non dimenticare “i soldati che combattono e muoiono in Afghanistan”.

A segnare la differenza col passato anche l’andamento della campagna elettorale, che non si fermerà neanche per l’11 settembre. L’ex presidente Clinton sarà oggi a Miami, in Florida.

Flavia Pugliese