CHEVALINE (FRA), 10 SETTEMBRE – Nuovi sviluppi nelle indagini sulla strage in Alta Savoia, dove mercoledì scorso sono state uccise a colpi di arma da fuoco quattro persone. Il procuratore di Annecy, Eric Maillaud, ha rivelato che le vittime sono state colpite da numerose proiettili e hanno ricevuto «due colpi alla testa», come se fosse un’esecuzione. A morire nella strage di Chevaline sono stati Saad Al-Hilli, progettista meccanico britannico di origine irachena, la moglie Ikbal e la madre di questa, una donna anziana con passaporto svedese, tutti e tre a bordo di una Bmw viola al momento dell’assalto, oltre ad un ciclista francese che passava nella zona. Le figlie di Al-Hilli, Zeena (quattro anni) e Zaina (sette), sono riuscite a salvarsi dalla pioggia di fuoco: mentre, però, la più piccola è rimasta illesa perché la madre l’ha protetta col suo corpo, Zaina, invece, è invece rimasta gravemente ferita e ora si trova  in coma indotto all’ospedale di Grenoble.

Le indagini di Maillaud si stanno orientando verso l’ipotesi di una faida familiare: Saad potrebbe aver litigato con il fratello Zaid per questioni di denaro e di eredità. Quest’ultimo, però, ha categoricamente negato che vi fosse un conflitto familiare. Il procuratore, comunque, ha dichiarato che Zaid verrà nuovamente ascoltato, così come gli altri familiari di Al-Hilli.

Un’ amica di famiglia, Mae Faisal El-Wailly, ha rivelato al Times di avere una lettera di Saad, scritta un mese dopo la morte del padre e datata 16 settembre 2011, in cui spiegava i rapporti col fratello: «Zaid ed io non comunichiamo più perché lui vuole controllare tutto. E cercava di manipolare le cose di nascosto perfino quando nostro padre era vivo. Ha provato a prendere possesso dei beni di papà». Lo stesso padre di Saad e Zaid è morto in circostanze misteriose: scomparso per sei giorni è stato ritrovato privo di vita a Malaga, la città in cui viveva

La polizia francese, inoltre, ha avviato una nuova perlustrazione dell’area attorno alla scena del delitto, che prevede l’esame anche dei sentieri e delle piccole costruzioni che si trovano oltre la zona della sparatoria. Nell’inchiesta, ha aggiunto Maillaud, collaboreranno anche la polizia italiana e quella di Svizzera.

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Secondo l’emittente televisiva Métropole 6, per l’omicidio è stata usata una sola arma, una pistola automatica calibro 7.65. Gli inquirenti ritengono, dunque, che a sparare sia stata una sola persona, ma che sul luogo dell’agguato vi fosse comunque almeno un complice, e non abbandonano la pista del 4×4 verde e della moto che sarebbero stati visti da diversi testimoni dopo l’attacco.

Intanto, a Claygate, a sud di Londra, un team di investigatori ha perquisito l’abitazione della famiglia anglo-irachena, scoprendo all’interno dell’abitazione sostanze potenzialmente esplosive. La scoperta ha comportato l’isolamento della casa e l’evacuazione degli edifici circostanti, in modo da permettere l’intervento degli artificieri e l’analisi del materiale esplosivo. Gli artificieri, dopo gli esami, hanno concluso che non si trattava di materiali pericolosi.

Giovanni Gaeta