ALTA SAVOIA, 10 SETTEMBRE“Ero in macchina con papà, con la mamma e mia sorella. L’altra signora che era sul sedile di dietro non so chi sia, non la conosco bene” dice la piccola Zeena, 4 anni sopravvissuta, insieme alla sorella Zainab 7 anni, alla strage avvenuta qualche giorno fa in alta Savoia lungo una strada forestale delle alpi francesi.

La famiglia britannica di origine irachena, era in vacanza in Francia, vacanza trasformatasi in orrore. Erano in 5 in macchina, una BMW, quando sono stati aggrediti da una pioggia di proiettili (25 i bossoli ritrovati) che hanno colpito alla testa le 4 vittime: Saad al-Hilli 50 anni nato a Bagdad, sua moglie Iqbal anche lei irachena, una anziana di 74 anni svedese, forse una parente e Zainab, bambina di 7 anni. Quest’ultima, colpita alla spalla e alla testa è ricoverata all’ospedale di Grenoble, posta in coma artificiale ma non in pericolo di vita dicono i medici. Niente da fare invece per il padre, la madre e la misteriosa anziana che sono morti subito.

[smartads]

L’unica illesa, ma non senza conseguenze, di questa storia è la piccola Zeena, la quale sentendo il frastuono e i colpi di arma da fuoco si è rannicchiata sotto le gambe della madre dov’è rimasta per ben 8 ore prima che venissero scoperti da un ciclista. Lei era li, terrorizzata ed immobile mentre la sorellina sanguinante a poca distanza dall’auto, quando gli esperti della scientifica sono arrivati sul posto e  l’hanno tirata fuori e portata poi in un ospedale psichiatrico.

Storia che ha sconvolto la Francia ma non solo, questa. Soprattutto sconvolgenti sono i motivi per cui potrebbe essersi verificao un simile massacro: una lite per questioni finanziarie tra Saad al-Hill e suo fratello. È possibile tanta atrocità per una lite legata ai soldi?

Ad indagare, insieme alla polizia francese,  gli inquirenti britannici data la provenienza londinese della famiglia; ma si chiede collaborazione anche alle vicine Italia e Svizzera per far luce sulla faccenda. Intanto dal risultato delle autopsie, che dovrebbe essere reso noto oggi, si capirà almeno se ad uccidere sia stata la mano di uno o più esecutori, quelli/o che involontariamente, secondo Eric Maillaud, il procuratore di Annecy che conduce l’inchiesta hanno risparmiato la piccola di 4 anni credendola probabilmente morta e che non smetterà mai di chiedersi dov’è la sua mamma.

Marilena Felice