BOLOGNA, 10 SETTEMBRE – Il viaggio su Marte di Curiosity, il rover della NASA atterrato lo scorso 6 Agosto sul suolo marziano per studiarlo in ogni minimo particolare alla ricerca di dettagli che riconducano alla possibile presenza di forme di vita, si riempie ogni giorno di particolari sempre più affascinanti.

Dal giorno del suo sbarco, Curiosity ha percorso 112 metri raccogliendo e analizzando una gran quantità di informazioni sulla composizione del terreno e dell’atmosfera di Marte, ma è solo l’inizio di un soggiorno sul Pianeta che servirà a verificare l’esistenza di condizioni che rendano possibile la presenza di forme di vita.

Dallo scorso mercoledì, intanto, il rover sta svolgendo le attività previste per verificare l’esatto funzionamento di tutta la strumentazione del braccio meccanico di due metri di cui è dotato.

LA PAROLA ALL’ESPERTO – Michael Watkins, direttore della missione Curiosity, ha così spiegato questo momento di “pausa” che durerà pressappoco dieci giorni: «Sapevamo che a un certo punto avremmo avuto bisogno di fermarci e di prendere una settimana o giù di lì per queste attività di caratterizzazione. È necessario rivolgersi a un angolo particolare in relazione al sole e su una superficie piana, questo sembrava un posto perfetto per iniziare queste attività».

«Stiamo mettendo il braccio in posizione attraverso una serie di movimenti e in alcuni punti che sono già stati stabiliti durante i test sulla Terra», ha detto Daniel Limonadi del Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California.

«Queste attività sono importanti per ottenere una migliore comprensione di come funzioni il braccio dopo la lunga crociera di Marte, anche per via dell’impatto con la diversa temperatura e la gravità di Marte, rispetto al precedente test effettuato sulla Terra».
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GLI OBIETTIVI DI CURIOSITY -Con la messa in opera dei sofisticati strumenti di cui dispone il suo braccio meccanico, Curiosity ha iniziato a pieno il proprio lavoro su Marte.

Dal Gale Crater in cui è posizionato, dentro al quale sorge il monte Sharp altro più di cinquemila metri, ha letteralmente respirato l’aria del pianeta e l’ha analizzata per scoprire tracce di metano.

La scoperta di qualche fonte biologica in grado di generare questo gas sarebbe infatti rivoluzionaria, poiché fornirebbe un primo elemento di conferma della presenza di forme di vita.

Le prime analisi effettuate attraverso la tecnologia SAM (Sample Analysis Mars) non avrebbero rilevato presenza di metano, almeno per ora.

In compenso Curiosity avrebbe respirato un’ingente quantità di anidride carbonica.

Da Marte Curiosity ha anche trovato il tempo di salutare tutti i suoi followers su Twitter, facendosi un autoscatto e postandolo proprio sul famoso social network.

Chissà se nei prossimi tweet il robottino ci darà notizia di scoperte che fino a pochissimo tempo fa popolavano solo la nostra fantasia.

Ilaria Facchini