ROMA, 10 SETTEBRE – Sono arrivati in oltre 550 dalla Sardegna gli operai dell’Alcoa, l’azienda americana terza nel mondo per produzione di alluminio ma non solo che opera in circa 44 Paesi tra cui l’Italia, con sede amministrativa a Milano e un’unità produttiva primaria di alluminio a Portovesme in Sardegna.

300 gli operai circa partiti ieri sera in traghetto da Olbia e  arrivati con sette pullman per poi andare alla volta di Civitavecchia, altri 100 sbarcati a Roma in aereo o nave partendo da Cagliari ieri e infine, i restanti sono partiti solo oggi in mattinata in aereo per garantire il normale svolgimento dei turni nell’azienda.

Da piazza della Repubblica questi, si sono riuniti in corteo e sono poi giunti sotto il Ministero dello Sviluppo economico di via Molise. “Lavoro, sviluppo, occupazione” è lo slogan del sit-in contro il Governo e il Ministro Passera.  In attesa dell’esito dell’incontro previsto per le 12 tra la proprietà dell’azienda, i sindacati, la Regione Sardegna e il Ministro dello sviluppo economico inoltre, molti sono ad intervenire: ”Sono qui come dirigente politico, cittadino italiano e come sardo. Penso che giunti a questo punto è evidente come l’unica soluzione possibile per salvare l’Alcoa sia quella di un intervento pesante del governo, che tra l’altro non comporterebbe un esborso così rilevante». Queste le parole di Oliviero Diliberto segretario del Pdci; “Dobbiamo dare loro una prospettiva, allestendo, progettando e investendo su un piano per l’energia a basso costo. Questa è l’unica soluzione, lo dovrebbero sapere” ribadisce Bonanni segretario generale della Cisl.

[smartads]

Ma mentre si decide sul futuro dell’azienda e su più di 800 operai con le relative famiglie da sostenere, numerosi sono gli incidenti, atti di violenza e quant’altro che si stanno consumando in queste ore. Fassina, responsabile del settore economia e lavoro del Pd si è dovuto rapidamente allontanare da Via Molise per ovviare agli insulti degli operai inferociti “ci avete venduti” è l’accusa rivoltagli.

Numerosi anche i tentativi di oltrepassare il cordone di sicurezza che hanno portato al danneggiamento di un mezzo della guardia di finanza e che gli agenti di polizia hanno cercato di bloccare e i lanci di bombe carta che hanno ferito uno dei manifestanti caduto a terra e soccorso poi dalle forze dell’ordine.

La protesta insomma, tutt’altro che tranquilla ha portato alla chiusura di tutte le vie d’accesso di Via Molise per impedire che i lavoratori anche quelli più pacifici muniti  di soli fischietti, striscioni e caschi da lavoro, possano nella mischia, scaraventarsi contro l’edificio.

Marilena Felice

La protesta durerà ancora per tutta la giornata durante la quale migliaia di agenti monitoreranno tutte le varie sedi istituzionali. Passibili di deviazione inoltre le linee  degli autobus H-38-40-60-60L-61-62-64-70-85-92-170-175-492-590-910 dalle 8 alle 20.