Foto di repertorio sulla strage in Alta Savoia

CHEVALINE (ALTA SAVOIA), 8 SETTEMBRE – Tanti turisti inglesi trascorrono le vacanze da queste parti sui bordi del lago di Annecy, ad un’ora dalla Valle d’Aosta. Ed alcuni di loro sono stati al centro di una vicenda spaventosa, di un massacro dal movente ancora misterioso. Mercoledì quattro persone hanno perso la vita, mentre due bambine la possibilità di vivere serenamente il resto dei loro giorni.

Un inglese, ex membro della Royal Air Force, intorno alle 15.40 stava andando in bicicletta lungo la strada che attraversa la foresta. Mentre pedalava l’uomo è stato superato da un altro ciclista del posto. Alle 15.50 quando l’ex militare è arrivato all’altezza del piccolo parcheggio, tra gli alberi del Borgo di Chevaline, ha visto una Bmw di colore amaranto, con il motore ancora acceso e vicino al cofano il corpo del francese in bicicletta, ucciso con un colpo alla testa.

Dietro l’auto è comparsa barcollante una bambina ferita alla spalla da un colpo di pistola.

La strage era appena stata compiuta. L’uomo è corso ad aiutarla, Zeinab, 7 anni, aveva anche il cranio fracassato. Dopodiché il militare ha notato i corpi della altre tre vittime, che secondo la polizia dovrebbero essere Saad Al-Hilli, ingegnere aeronautico, 50 anni, nato a Baghdad ma cittadino britannico da decenni, seduto ancora al posto di guida; sui sedili posteriori, la madre e la moglie Iqbal.

Saad e sua madre sono stati uccisi come il ciclista francese, con un preciso colpo di pistola alla testa. Lo stesso destino è toccato forse alla moglie.

Il turista inglese ha dato l’allarme, e i gendarmi arrivati sulla scena del crimine hanno preferito non entrare in auto per non contaminarla, in attesa, dell’arrivo da Parigi, degli esperti della scientifica.

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Gli agenti locali hanno cercato di risalire all’identità delle vittime, scoprendo che si trovavano in vacanza in Francia da un paio di settimane, e che erano arrivati ad Annecy, il 3 settembre, ospiti del campeggio a tre km dal luogo del massacro.

Solo intorno alle 23, interrogando i vicini di roulotte, gli agenti hanno scoperto che in quella famiglia, le bambine erano due, non solo quella che lottava tra la vita e la morte all’ospedale di Grenoble.

I gendarmi sono tornati di corsa all’auto, hanno aperto le portiere posteriori ed hanno trovato, sotto le gambe della madre morta ormai da otto ore, la seconda bambina, Zeena, 4 anni, sotto shock.

E’ riuscita a salvarsi dalla strage nascondendosi sotto il corpo della mamma.

“Sappiamo solo che è stata un’azione di una violenza inaudita”, dice il procuratore Eric Maillaud.

Il movente è ancora incomprensibile. Mentre il ciclista francese, Sylvain, si è trovato sicuramente nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Potrebbe, forse, essere intervenuto a difesa della famiglia, o anche solo aver visto troppo: ucciso con un colpo in fronte.

Alcuni testimoni avrebbero visto diverse auto percorrere le stradine di Chevaline a forte velocità, durante le ore del delitto, le perizie balistiche confermeranno se i killer erano più di uno.

Nel frattempo in Inghilterra, la Polizia indaga sulla vita di Saad, con una carriera professionale piuttosto brillante, molti interessi economici in società informatiche e di sorveglianza. Si parla di un delitto non casualoe, forse legato ad una eredità.

Flavia Pugliese