Che il rapporto tra Beppe Grillo e l’amico e collaboratore Gianroberto Casaleggio da una parte, e il consigliere regionale Giovanni Favia dall’altra, sia incrinato da tempo, non è certo una novità. Dopo una serie di battibecchi a mezzo stampa e via web, il caso più eclatante era stato l’ultimo, quello della metà di agosto, quando Favia aveva candidamente ammesso di pagare per essere intervistato, giustificandosi con la necessità di una visibilità costantemente negata dai media nazionali. Il blogger genovese e fondatore del Movimento 5 Stelle lo aveva subito scomunicato via web, con un post al vetriolo sul suo blog lo aveva paragonato ai vecchi politicanti della prima Repubblica da sempre osteggiati proprio dal M5S.

Ieri sera forse l’ultimo capitolo della vicenda, che sembra aprire una spaccatura molto profonda non solo tra i due personaggi di spicco, ma in tutto Movimento di Grillo, proprio alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni Politiche del 2013.

PIAZZAPULITA

Ieri sera Corrado Formigli durante la trasmissione Piazzapulita su La7, ha deciso di mostrare un fuorionda di Favia che risale a qualche mese fa, in cui il consigliere regionale emiliano in quota M5S si sfoga del modo di agire all’interno del Movimento di Casaleggio (soprattutto) e di Grillo.

“Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo è un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono. Non hanno capito che c’è una mente freddissima molto acculturata e molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende”. “E’ Casaleggio la vera mente del movimento? Il problema è in su – spiega Favia  – Quindi o si levano dai coglioni oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con il divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”.

[smartads]

Favia prosegue denunciando la visione personalistica e padronale del Movimento che secondo lui avrebbero Grillo e Casaleggio: “Casaleggio controlla dall’alto tutta questa roba (candidature, incontri dei meetup ecc. ndr)? Sì, tutta. Lui quando qualcosa non va telefona o fa telefonare Grillo. Il problema è che loro hanno messo in moto una macchina che sarebbe davvero un faro, potrebbe esserlo anche a livello mondiale se entrambi superassero quella complicità di sistema padronale che hanno. Sarebbe una bomba incredibile”.

Favia contesta anche l’epurazione del suo amico Tavolazzi, uno dei grillini della primissima ora, espulso da Grillo e Casaleggio nei mesi scorsi per aver espresso in pubblico opinioni in contrasto coi due ‘Guru’del M5S: “Lui (Beppe Grillo, ndr) espellendo Tavolazzi ha soffocato nella culla un dibattito che stava nascendo in rete in contrapposizione alla gestione Casaleggio”

La reazione di Casaleggio non si è fatta attendere, e in un post sul blog di Grillo ha usato parole molto nette per ribattere alle accuse di Favia: “Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai definito le liste per le elezioni comunali e regionali. Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma comunale o regionale. Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai dato indicazioni per le votazioni consiliari, né infiltrato persone nel Movimento Cinque Stelle.”

FACEBOOK

Stanotte in un lungo post su Facebook Favia ha tenuto a precisare alcune cose, rivolgendo un dispiaciuto messaggio ai suoi compagni di avventura nel M5S: “E’ stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mi ero fidato: capita in famiglia, capita tra amici, capita al lavoro, anche tra persone che si vogliono bene, avere reazioni esagerate in momenti di tensione”.Favia ricorda anche che il fuorionda risale al mese di maggio, quando: “il M5S era in ebollizione per l’espulsione di Valentino Tavolazzi di cui io ero un grande amico e che ho visto piangere e i miei rapporti con Casaleggio erano estremamente critici, anche se la storia è molto lunga”. Il consigliere regionale si dichiara molto dispiaciuto che questa brutta storia sia uscita proprio adesso, quando i rapporti con Casaleggio erano decisamente migliorati, dopo un incontro chiarificatore avvenuto il 6 settembre scorso: “Per la prima volta abbiamo chiarito alcune cose e dopo tanti mesi di chiusura comunicativa e di voci riportate da terzi, che forse hanno scavato ancor più un solco tra noi”.

LE DIMISSIONI

In conclusione del suo lungo intervento sul social network Favia ricorda inoltre che si rimetterà al volere del M5S  e dei cittadini dell’Emilia Romagna, che decideranno se potrà continuare il suo mandato da consigliere: “Tra qualche mese, come ogni semestre, rassegnerò le mie dimissioni e saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerle o accettarle”.

LA POLITICA

I politici di professione, come li definirebbe Grillo, non si sono certo lasciati scappare la ghiotta occasione di criticare il Movimento 5 Stelle e il suo fondatore. L’ex ministro e parlamentare Pdl Gianfranco Rotondi attacca: ”E’ inutile sparare su Grillo: ha una spinta iniziale per cui nei prossimi anni ci terremo Casaleggio quanto Casini”. Anche il Pd Nico Stumpo, interviene nella polemica interna al M5S: ”Sempre più il movimento di Grillo rivela la sua vera natura: quella di un partito personale dove la democrazia diretta e la libera partecipazione sono solo specchietti per le allodole. Favia in un momento di distrazione, o forse di lucidità, ha detto la semplice verità: abbiamo a che fare con una organizzazione iper irreggimentata, quasi una setta, dove non si muove nulla se il guru Grillo non vuole. Lo avevamo sempre sospettato, ma detta in questo modo dal di dentro, rappresenta un segnale inquietante circa la vera natura del M5S”.

Per un giorno almeno, i partiti di questa sgangherata maggioranza possono godere delle disgrazie altrui, senza pensare agli ultimi 30 anni in cui hanno governato, portandoci nel baratro.

Simone De Rosas