RIMINI, 7 SETTEMBRE – Si chiude nel silenzio Marco Zinnati, dopo essere stato arrestato mercoledì sera a Rocca Santa Maria dalla squadra mobile di Rimini. È lui ad avere ucciso con due colpi di pistola il tassista, Leonardo Bernabini, 55enne di Verghereto.

Ignoto ancora agli inquirenti il movente. Spetterà alla magistratura ricostruire ciò che è esattamente accaduto. Gli agenti della squadra mobile sospettano che si sia trattato di un gesto folle sorretto da futili motivi, perché molto probabilmente l’autista, dopo averlo accompagnato a Covignano, dove Zinnati ha recuperato l’arma del delitto, si è rifiutato di farlo salire nella sua auto.

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Marco Zinnati, 22enne di Rimini, incensurato, era già noto alla polizia, in quanto indagato per rapina e porto abusivo di armi. Nell’appartamento in via Teodorico, la sua tana, sono stati rinvenuti cocaina, hashish, 100mila euro in contanti e un fucile con un’impugnatura a revolver. Si tratta di un’arma molto particolare, modificata per renderla più congenita al trasporto, che agli uomini della polizia ha ricordato l’arma usata nell’episodio degli spari, nella notte tra il 25 e il 26 Agosto, a due passi dal ponte Mille, contro due magrebini, per un regolamento di conti. Inoltre Zinnati sarebbe anche il responsabile dell’aggressione ad un uomo di 35 anni, accoltellato nel gennaio del 2010 davanti alla stazione. Sembra essere ancora lui il responsabile degli spari che, a giugno nella cava di Rimini, hanno procurato gravi lesioni ad un 55enne riminese.

Gli inquirenti, dopo l’arresto della sorella, indagano anche sulla famiglia Zinnati, che ne ha favorito la latitanza.

Oggi si svolgeranno i funerali di Lorenzo Bernabini.

Monica Rita Messina