RIMINI, 6 SETTEMBRE – E’ il ventiduenne Marco Zinnanti il killer di Rimini, l’uomo che la notte del 2 settembre scorso aveva ucciso a colpi di fucile l’autista Leonardo Bernabini. Gli agenti della squadra mobile di Rimini lo braccavano da giorni, avevano messo sotto controllo tutti i luoghi che era solito frequentare e le utenze telefoniche di parenti e amici più stretti.

Ieri la svolta: un amico del ragazzo, residente a Valle Castellana nel teramano, confermava ai genitori che Zinnanti si nascondeva a casa sua. Alle 20 gli agenti lo hanno bloccato nella piazza del paesino ai piedi del Gran Sasso e lo hanno tradotto a Rimini per essere interrogato dal pm.

Contestualmente a Zinnanti è stata arrestata la sorella venticinquenne mentre tentava di ripulire un vero e proprio ‘covo’ di proprietà dell’assassino in cui sono state rinvenute  armi, documenti falsi, droga e circa centomila euro in contanti.

L’ARRESTO DELLA SORELLA DI ZINNANTI
[smartads]

Gli agenti che erano sulle tracce di Zinnanti, avevano messo sotto controllo tutti i posti che era solito frequentare, dalle abitazioni di parenti e amici più stretti, ai bar della zona. Tra i posti più frequentati dall’assassino, c’era un appartamentino in centro a Rimini dove era solito recarsi anche se risultava formalmente residente coi suoi genitori. Lì, la polizia si era appostata sperando di catturarlo. Sul posto, nel tardo pomeriggio è arrivata la sorella venticinquenne, aspirante parrucchiera.

La giovane è stata fermata dagli uomini della polizia e l’appartamento è stato aperto dai vigili del fuoco.

Quella casa era in realtà un ‘covo’ in piena regola, un bunker in pieno stile mafioso in cui sono stati ritrovati documenti falsi, armi, un kilo di hashish, della cocaina, e quasi centomila euro in contanti. A cosa servisse tutta quella roba, dovrà dare una spiegazione lo stesso Zinnanti.

La sorella è stata arrestata in flagranza di reato per detenzione di armi e droga e riciclaggio, anche se è poco probabile che quelle cose fossero sue, lei era probabilmente andata lì per ‘ripulire’ tutto in vista di un imminente arresto dello Zinnanti stesso.

Simone De Rosas