CHARLOTTE, 6 SETTEMBRE Barack Obama e Bill Clinton hanno suggellato la loro alleanza politica con un inchino e un abbraccio.

Non è durato a lungo il momento sul palco dei due Presidenti, ma è stata una parentesi intensa, ieri sera alla Convention Democratica, impensabile per i due ex-rivali delle primarie di quattro anni fa, quando per difendere la moglie, Clinton, aveva definito Obama come un dilettante.

Ora sembrano piacersi molto e reciprocamente.

E di sicuro hanno bisogno l’uno dell’altro. Ad Obama serve il sostegno del popolare Clinton, che ha visto una rinascita economica nel Paese, sotto la guida di Barack, ed ha sottolineato che sarebbe il caso di un suo secondo mandato, proprio in questo momento di alta disoccupazione.

Mentre per Clinton, la sua inaspettata ospitata lo farebbe risultare ancora rilevante nel partito che una volta ha guidato, e soprattutto potrebbe contribuire a spianare la strada ad una futura candidatura di Hillary.

I famosi discorsi prolissi di Clinton, si sono ripetuti: è rimasto a parlare per oltre 50 minuti, mentre Obama rimaneva dietro le quinte ad ascoltare.

“Nessun presidente in tutta la storia americana sarebbe riuscito a risollevare un paese dal baratro, in cui i repubblicani lo avevano fatto sprofondare. […] Barack ha creato le basi per un’economia solida, condivisa e duratura, che sta ripartendo. Se volete un Paese dove ciascuno deve arrangiarsi e chi vince si prende tutto, allora dovete votare Romney. Ma se invece volete un futuro in un’America dove la prosperità e le opportunità sono condivise e siamo tutti insieme parte della società, allora dovete votare per Barack Obama e Joe Biden […]”.

Clinton dal podio è travolgente. E’ l’uomo che i democratici amano ancora in modo straordinario e lui lo sa. Tiene la platea in pugno con pause e con battute, parla alla gente a casa e guida passo per passo il popolo dell’asinello ad appoggiare con passione Barack, e a battersi fino a novembre perché possa rimanere alla Casa Bianca.

Per la Convention è una serata magica. Quando Obama sbuca da dietro il palcoscenico per andarlo ad abbracciare l’emozione è fortissima la musica altissima di “don’t stop thinking about tomorrow”, riporta alle emozioni del 1992 nella piazza di Little Rock quando il giovane Clinton uscì trionfante nella battaglia con Bush padre.

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“Vi do dei numeri che potete spiegare ai vostri vicini di casa se dicono che i democratici sono contro il Business dice ClintonDevono sapere che dal 1961 in 52 anni i repubblicani hanno tenuto la Casa Bianca per 28 anni, e per 24 è stata guidata dai democratici, ebbene in quei 52 anni dove la nostra economia ha prodotto 66 milioni di posti di lavoro nel settore privato: i repubblicani ne hanno realizzati 24 milioni e i democratici 42 milioni […] e se volte ditelo anche a Mitt Romney […]. Noi siamo per le opportunità oggi e per la prosperità di domani […] Non siamo cambiati abbiamo gli stessi valori, vogliamo il rafforzamento della classe media americana […]”.

La travolgente perfomance di Clinton ha finito per diventare un boomerang per i repubblicani che a Tampa avevano riconosciuto i grandi meriti della sua presidenza e le pessime prestazioni di Obama.

Oggi toccherà a Barack e l’attesa è moltissima. Il maltempo ha impedito al presidente di parlare nello stadio e terrà il suo discorso di accettazione nella stessa Time Warner Arena, dove ha parlato Clinton.

I biglietti da 70.000 si ridurranno a 20.000 e si è già scatenata la caccia all’invito. Charlotte questa notte chiude i battenti e la prossima sfida sarà quella dei dibattiti televisivi che inizieranno in ottobre.

Flavia Pugliese