Non voleva essere lasciato Mohamed Nour Eldin, assassino di Laila Mastari. Il giovane, egiziano irregolare a Torino, ha confessato: l’ha uccisa  e avvolta in un telo viola in seguito ad una discussione venerdì intorno alle 22, in un parcheggio poco distante dal locale in cui entrambi lavoravano e, finito il turno a lavoro, l’ha  trascinata in un carrello della spesa fino al fiume dove l’ha poi gettata.

TORINO, 6 SETTEMBRE – Si è risolto in una tragica rivelazione il caso della 24 marocchina il cui corpo è stato ritrovato domenica pomeriggio  al parco del Valentino sulle sponde del Po da un passante. É Mohamed Nour Eldin l’assassino, 30enne egiziano trasferitosi a Torino ma senza un regolare permesso. L’uomo, fermato dalla squadra mobile della questura di Torino e interrogato dal pm Paolo Cappelli, ha confessato.
[smartads]

Aveva conosciuto Laila nel 2011m quando entrambi lavoravano in un locale Torinese. Si frequentavano perciò da circa un anno ed entrambi avevano deciso di andare a lavorare come camerieri al Punto Verde, sempre nel Torinese. I due, stando alla testimonianza preziosissima dei colleghi di lavoro che li avevano visti quella sera allontanarsi insieme, litigavano spesso, lui era ossessionato dalla gelosia; ed è stato proprio in seguito ad un litigio, durante il quale Laila aveva manifestato la volontà di volerlo lasciare, venerdì scorso intorno alle 22, che il 30enne, tirato fuori un coltello dalla lama di 12 cm, le ha inflitto ben 19 coltellate su tutto il corpo. Poi, avrebbe avvolto la ragazza in un telo viola, l’avrebbe posizionata in un  carrello della spesa e nascosta dietro gli alberi nel parcheggio sul retro del Lingotto , nei pressi del Punto Verde dove si era svolto il tutto, si è cambiato ed è andato al lavoro. Terminato il turno verso le 3 l’uomo, tornato sul luogo del delitto e preso il carrello col cadavere della donna che voleva lasciarlo,  lo ha spinto fino al fiume dove l’ha poi gettata e si è liberato del coltello. “Io ti amo, ma non sono più la donna di prima e non possiamo più stare insieme” sarebbero state le ultime parole della 24enne.

Omicidio premeditato, secondo gli inquirenti. A certificarlo il fatto che Mohamed avesse già con se un’arma e altri vestiti con i quali sostituire quelli che prevedibilmente si sarebbero sporcati di sangue.

Marilena Felice