BOLOGNA, 6 SETTEMBRE – Memorabile l’impresa di Alex Zanardi, che ha conquistato l’Oro con la sua “bicicletta a mano”, specialità Handbike. Una vittoria che esibisce  tutta la sua forza e tutto il suo coraggio, un atleta che alle Paralimpiadi di Londra nella prova a cronometro, categoria H4, ha coperto i 16 chilometri del percorso in 24 minuti, 50 secondi e 22 centesimi.

Il quarantacinquenne ex pilota ha vinto la cronometro H4: “Quando scegli l’orizzonte verso cui vuoi camminare, non serve arrivare in fondo per trovare la felicità. La felicità si trova lungo il percorso”. Ci sono persone che devono vincere un oro per diventare campioni: Alex Zanardi no. Lui è già un campione. Eppure la vittoria per lui è arrivata e insieme anche una grande felicità.

Conquista l’oro sotto il sole di un pomeriggio a Brands Hatch, nella cronometro individuale dell’handbike classe H4.

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Un circuito che il pilota aveva già assaggiato agli esordi, con la sua Reynard in gara nella Formula 3000. Una vita fa, prima dell’incidente che lo ha cambiato facendo rinascere più coraggioso e più uomo di prima. Forse se qualcuno gli avesse detto che sarebbe tornato proprio lì a gareggiare con quella stranissima monoposto, non ci avrebbe creduto!

Grande risultato per i tifosi. Oro paralimpico: un risultato tonto sospirato anche da migliaia di tifosi che, da tutto il mondo, oggi hanno applaudito il loro idolo. Un oro dedicato a Vittorio Podestà, anche lui sul ricco podio del ciclismo italiano con un bronzo nella cronometro classe H2, ma soprattutto un amico che incontrò per caso tre anni fa in un autogrill.

Curiosità. “La mia non è tenacia ma curiosità – ha ammesso Zanardi – e sono fortunato perché ogni giorno posso soddisfarla. Più di così non potevo fare, ho dato il massimo: nella mia vita ho toccato il limite molte volte, l’ho spesso sfidato, ma oggi posso dire di aver spinto l’asticella un po’ più in là. Ho preso da mia nonna, che è morta a 101 anni per un incidente domestico: come lei ogni giorno mi invento qualcosa da fare, non mollo”.

Dedica. Ha detto Zanardi: “Dedico questo oro a Vittorio Podestà (suo amico e collega del Barilla Blu Team), senza di lui non sarei mai arrivato qui. A molti sembrava che intraprendere questa avventura alla mia età fosse una follia, ma questa non è l’unica follia fatta in vita mia. La dedica è anche per mia moglie Daniela”.

In futuro. Zanardi dichiara: “Ho avuto tantissimo dalla vita. Se continuerò? Prima la gara in linea, poi vedremo”.

Noi facciamo il tifo per lui…

Maria Francesca Cadeddu