LONDRA, 6 SETTEMBRE – Finalista a Miss Italia nel 1997, vincitrice del Festival di Sanremo nel 1998 e, da ieri, straordinario bronzo paraolimpico nei 1500 m con tanto di nuovo record mondiale nella classe in cui gareggia, così per non farsi mancare nulla.

Non è la trama di un film, è tutto vero, è la storia di Annalisa Minetti, 36 anni, la forza e la grinta di una donna che a 18 anni è stata colpita da retinite pigmentosa e degenerazione maculare che in pochissimo tempo l’ha portata alla completa cecità.

È passata dal palcoscenico alla pista di atletica per allenarsi duramente con Andrea Giocondi, che è anche la sua guida durante la corsa, e ieri alle Paraolimpiadi di Londra ha conquistato una bellissima medaglia di bronzo nella gara dei 1500 m stabilendo anche il nuovo record mondiale della categoria T11 (atleti non vedenti) con il tempo di 4’48’’88.

«Tutto è possibile e io ne sono la dimostrazione», ha dichiarato felicissima a fine gara.

Un bronzo dorato, perché, se non fosse stato per la decisione del Comitato Internazionale Paraolimpico di accorpare la classe T11 con la T12 (atleti ipovedenti che corrono senza una guida al fianco durante la gara), Annalisa ora avrebbe al collo una medaglia d’oro.

Il primo e secondo posto sono infatti andati a due atlete ipovedenti, la russa Elena Pautova che ha vinto col tempo di 4’37’’65 e la spagnola Elena Congost con 4’43’’53.

Senza dimenticare che quel record mondiale conquistato ieri sera dalla Minetti migliora il precedente di 4’50’’55 che, indovinate un po’, lei stessa deteneva.

LA GARA – Andrea Giocondi è la guida di Annalisa Minetti, in pista corrono con una cordicella che li tiene uniti; per molti anni ha gareggiato per la nazionale italiana di atletica leggera negli 800 m, disciplina in cui anche Annalisa è grandissima specialista.

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A fine gara ha raccontato così quei quasi cinque minuti di corsa: «Siamo partiti troppo forti, volevamo fare la gara sulle prime due ma ci siamo accorti che era impossibile, andavano troppo forte. Questo bronzo non è un punto d’arrivo, si può fare meglio se sapremo gestire meglio la tensione. Annalisa da una settimana era agitata come solo io posso sapere».

Dal canto suo Annalisa, con ancora tutta l’adrenalina e l’emozione in corpo, ha detto: «Sono venuta qui per questo bronzo e ci sono riuscita». E ancora: «Immaginavo questa gara esattamente come è andata, l’avevo vista esattamente così. Volevo che la ceca Sedlackova mi stesse dietro, così quando ai 400 metri ha lanciato la volata, siamo partiti a ruota anche noi».

IL FUTURO – Già dalle parole di Giocondi si capisce perfettamente l’intenzione di proseguire, di correre ancora per raggiungere risultati sempre migliori.

Annalisa ne ha una gran voglia e aspetta “al varco” di Rio de Janeiro 2016 le due atlete che ieri sono arrivate davanti a lei: «Le mie due rivali sul podio non sono inarrivabili, a Rio proverò a batterle sulla distanza degli 800 metri».

Nel frattempo si gode il meraviglioso bronzo, con dedica al figlio Fabio di 4 anni.

Ilaria Facchini