RIMINI, 5 SETTEMBRE – E’ un giovane riminese l’assassino di Leonardo Bernabini, l’autista di Verghereto ucciso domenica notte a colpi di fucile mentre si trovava all’interno della sua Opel Astra nei pressi di Covignano. Gli investigatori sono sicuri di aver imboccato la pista giusta e dopo aver sentito numerosi testimoni oculari, hanno diramato il suo identikit. Il nome e la foto del giovane per ora rimangono segreti, forse per non mettere in allarme i famigliari e gli amici che potrebbero provare a nasconderlo.

Gli inquirenti e gli agenti di polizia e carabinieri hanno iniziato ormai da 24 ore le ricerche a tappeto battendo le zone che il ragazzo è solito frequentare, dove è molto conosciuto per la sua violenza. Per ora di lui nessuna traccia.

L’unica cosa certa è che subito dopo l’omicidio il giovane ha chiamato il padre per chiedergli di andarlo a prendere a Covignano, ma il genitore, interrogato dai magistrati, ha giurato di non sapere dove si trovi suo figlio.

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Ancora ignote invece le cause che hanno portato al crudele assassinio. Secondo numerosi testimoni, il ragazzo si trovava nella nota discoteca di Rimini, il Classic, la sera tra l’1 e il 2 settembre. A notte inoltrata avrebbe preso il taxi guidato dalla vittima per farsi riaccompagnare a casa. Cosa lo abbia portato a Covignano con Bernabini resta un mistero che forse solo lui potrà spiegare.

Intanto dagli esami effettuati sul corpo dell’autista da Giuseppe Fortuni, l’anatomopatologo incaricato dalla Procura per l’autopsia, emergono particolari ancora più inquietanti. Sono, infatti, due i colpi di fucile esplosi contro Bernabini, il primo probabilmente dal retro dell’auto, non ha causato ferite, l’altro sparato a bruciapelo dal finestrino abbassato, ha colpito l’uomo dritto in faccia e lo ha ucciso in pochi istanti. Entrambi i colpi sono stati esplosi con un fucile da caccia.

Simone De Rosas