Sono 6.833 i candidati che ieri hanno invaso la Sapienza di Roma per i test di Medicina e Chirurgia

ROMA, 5 SETTEMBRE – Sono stati 110 gli aspiranti camici bianchi che ieri non hanno potuto prendere parte al test di ammissione per la laurea magistrale in Psicologia presso La Sapienza a Roma.

Benché infatti i candidati avessero regolarmente pagato la tassa di iscrizione alla prova ed effettuato la procedura online sul sito dell’ateneo, questi sono stati esclusi dal test per un errore del server.

Secondo il Rettorato dell’Università però “purtroppo sono i ragazzi ad aver commesso un errore. Il bando prevede infatti due adempimenti: l’iscrizione alla prova tramite il pagamento del bollettino e la presentazione obbligatoria dei requisiti curriculari. 100 studenti su 1000 hanno dimenticato questo secondo passaggio e dunque l’amministrazione centrale, trattandosi di un concorso pubblico, non può far altro che escluderli”.

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Diversa l’opinione di Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari, secondo cui “è impensabile che un numero così elevato di persone si sia sbagliato. La Sapienza doveva comunque farli partecipare. Così si è leso un diritto costituzionale”.

Dunque l’Udu ha immediatamente provveduto ad affidare all’avvocato Michele Bonetti la redazione di un atto di diffida a nome di tutti gli studenti. “Qualora l’Università non ottempererà entro 48 ore alla diffida dell’Udu – spiega il legale – depositeremo un ricorso al Tar del Lazio che possa ammettere direttamente tutti gli studenti al corso di studi o che possa permettere ai candidati la partecipazione alla prova selettiva”.

Si vedrà a questo punto se La Sapienza accetterà di concedere una seconda possibilità ai 110 esclusi, dal momento che il numero di domande presentate era inferiore ai posti disponibili e dunque alcuni scranni risultano ancora vacanti.

Beatrice Amorosi