COSENZA, 3 SETTEMBRE – In Calabria la terra continua a tremare, dove le scosse quotidiane sono diventate quasi una routine.

Oggi è stato uno di quei giorni: due scosse di terremoto si sono verificate nel giro di 8 ore nell’area del Pollino, tra la Calabria e la Basilicata, zona che da diversi mesi  è vittima di uno sciame sismico. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato, infatti, un terremoto di magnitudo 2.4, individuando l’epicentro ad una profondità di otto chilometri, verificatosi alle 6.07 di questa mattina; ieri sera, invece, l’INGV ha segnalato un sisma di 2.3 sempre nell’area del Pollino, che ha avuto luogo verso le 22.36. Fortunatamente non sono stati riscontrati danni a cose o persone. Il terremoto più forte che si è verificato in questi giorni ha avuto luogo vicino Cosenza, il 19 agosto scorso alle 19.45: la scossa è stata percepita in tutta la provincia, soprattutto nei comuni di Laino Castello, Mormanno e Papasidero. Anche in questo caso non ci sono stati danni.

LA PAROLA ALL’ESPERTO – La Calabria è da sempre una zona a forte rischio terremoti, tanto che è la regione in cui si sono verificati la metà dei terremoti di tutta Italia e solo negli ultimi due anni si sono verificati 1800 terremoti.

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A spiegare la natura e la motivazione della sismicità della Calabria è il geologo Carlo Tansi : «Secondo la Teoria della Tettonica a Placche» argomenta  ad Adnkronos «si muovono e costituiscono un insieme di placche rigide che “galleggiano” su un orizzonte plastico. I continenti possono avvicinarsi o allontanarsi reciprocamente e lungo i limiti di contatto tra i continenti le rocce si rompono. Le rotture avvengono lungo fratture chiamate faglie, lunghe decine e decine di chilometri e profonde generalmente fino a 15-20 km. La Calabria è collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa, che si stanno avvicinando. In altre parole la Calabria è “schiacciata” dalla grande morsa costituita dalla placca africana a sud e dalla placca europea». Tansi, però, ammette che l’evoluzione della zona sismica calabrese non è prevedibile: «Non possiamo dire quando di preciso queste faglie si muoveranno. Potranno muoversi tra un giorno o tra cento anni, o tra mille anni. Nessuno, oggi, è in grado di prevedere i terremoti».

Il Pollino non è stata l’unica zona a tremare oggi: nella zona di Montefeltro è stata registrata una scossa di magnitudo 2.8, avvenuta alle 00:48, che è stata avvertita nelle province di Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino (Marche) e Arezzo (Toscana), benché, per fortuna, non abbia fatto danni o feriti.