Dopo esattamente cinquanta anni di silenzio, la casa farmaceutica Gruenenthal, prima produttrice del Talidomide, ha chiesto scusa

BOLOGNA, 3 SETTEMBRE – Solo in questi giorni, dopo ben 50 anni, la casa farmaceutica tedesca Grunenthal rompe il silenzio e chiede scusa. Scusa per non averlo fatto prima, ma soprattutto scusa per aver somministrato forse prematuramente, negli anni 50-60, talidomide per attenuare le nausee mattutine delle donne in gravidanza e che provocò la nascita di circa 20.000 bambini con malformazioni.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione di un monumento in onore delle vittime di talidomide, svoltasi ieri a Stolberg (Germania), sede ufficiale della ditta, Harald Stock, amministratore delegato della Grunenthal, ha porto pubblicamente le sue scuse.

Chiediamo perdono per il fatto che, in quasi 50 anni, non abbiamo trovato un modo per parlarvi, da essere umano a essere umano e che si consideri il nostro lungo silenzio un segnale dello shock che quello che vi accadde provocò in noi” . Queste le sue parole. Ma come possono bastare le sole scuse, per di più così tardive.

Abbiamo bisogno di altro” dice la Stebritz, portavoce dell’associzione in favore delle vittime. I soli fondi ottenuti negli anni settanta in seguito ad un accordo, per le circa tremila vittime tedesche non bastano.

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Il talidomide infatti, entrato in commercio alla fine degli anni 50, dopo tre anni di prove su animali non gravidi, fu commercializzato in circa 50 paesi e somministrato ad un numero elevato di donne in gravidanza per alleviarne le nausee mattutine. Gli effetti negativi del farmaco, che provocava la nascita di bambini affetti da amelia (assenza degli arti) o focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti), furono noti solo più tardi. La talidomide, venduta con nomi diversi, fu ritirata dal commercio solo nel 1961, 5 anni dopo le prime somministrazioni. Circa 20mila le vittime.

Più moderata la reazione di Vincenzo Tomasso,una dei 300 malati ancora in vita e presidente dell’associazione thalidomidici italiani, il quale ha riconosciuto l’importanza di chiedere scusa, anche se a distanza di anni nonostante sia rammaricato del fatto che nessuna delle associazioni sia stata invitata al memoriale ma soprattutto del fatto che, solo ultimamente si stiano ricevendo degli indennizzi riconosciuti dallo stato per le vittime, ma non un centesimo dalla Grunenthal.

Marilena Felice