FORLI’, 2 SETTEMBRE – Il suo corpo ormai senza vita era stato rinvenuto il 21 agosto scorso in un pozzo per l’irrigazione dell’acqua nelle campagne potentine, vicino alla cittadina di Barile. Gli investigatori e gli organi di stampa avevano rilanciato la notizia di un probabile suicidio per motivi mai chiariti. Oggi tutto sembra cambiato e la morte di Sveva Taffara, la ventisettenne di Settimo Torinese, si tinge di giallo.

L’autopsia effettuata sul corpo della giovane piemontese, dilaniato dai molti giorni trascorsi a mollo nell’acqua, non aveva evidenziato segni di violenza o di lotta tipici di un omicidio, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di ricostruzione dell’accaduto, al di fuori del suicidio.

Questa la testimonianza offerta a La Gazzetta del Mezzogiorno da Davide, il proprietario dell’azienda agricola in cui Sveva è stata ritrovata: “Il 7 agosto ho trovato il coperchio del pozzo aperto, ma non potevo immaginare quello che era accaduto e l’ho richiuso – Ho chiuso il pozzo e sono partito per la Spagna”. Questo accadeva il 6 agosto, il 21, al ritorno dalle ferie, la tragica scoperta.

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L’INDAGINE – Viste le difficoltà di analisi sul corpo della vittima, le attenzioni degli investigatori si erano concentrate sul viaggio che aveva portato la ragazza alla periferia di Potenza, e avevano rintracciato alcuni testimoni giurano di averla vista il 6 agosto fare l’autostop in una stazione di servizio Esso nei pressi di San Nicola di Melfi. Lì, una punto bianca l’aveva fatta salire e portata probabilmente fino a Barile, dove era stata nuovamente avvistata mentre si bagnava copiosamente con l’acqua di una fontanella pubblica, forse per alleviare il gran caldo di quei giorni. Queste ultime testimonianze sarebbero avvalorate dal rinvenimento, il 7 agosto, di una borsa contenente i vestiti di Sveva ancora bagnati.

LA SVOLTA – Oggi la clamorosa svolta nelle indagini. Il fidanzato della vittima, M.C le sue iniziali, originario di Bertinoro (FC) è sotto interrogatorio da alcune ore nella vicina stazione dei carabinieri. Gli uomini dell’arma vogliono appurare la dinamica dell’allontanamento della giovane da Cattolica, dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza proprio insieme al fidanzato. Secondo alcune testimonianze sarebbe partita il 6 agosto a seguito di una lite furibonda col ragazzo e con la famiglia di lui. Aveva chiesto di essere portata alla vicina stazione ferroviaria per intraprendere quello che sarebbe stato il suo ultimo viaggio.

Simone De Rosas