DAMASCO, 2 SETTEMBRE – Scatta oggi l’ultimatum dell’Esercito libero siriano (Els) alle ormai poche compagnie aeree che ancora effettuano voli nel Paese: se non saranno sospesi tutti gli atterraggi in Siria, “tra 72 ore assalteremo gli aeroporti civili di Damasco e Aleppo”.

È la notizia diffusa oggi da Russia Today e dal sito web del quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat, con sede a Londra.

Secondo gli insorti “il regime criminale siriano ha iniziato a usare gli aeroporti civili per il decollo e l’atterraggio degli aerei da combattimento”, dopo gli attacchi agli scali militari in tutto il Paese. Pertanto oggi è partita l’offensiva dell’Els contro le basi dell’aeronautica siriana, per cercare di arginare i blitz aerei dei Mig di Bashar al Assad su Damasco e Aleppo.

I ribelli chiedono inoltre di poter ricevere missili aria-terra per abbattere gli aerei dell’esercito governativo, in assenza di un accordo internazionale per imporre una no-fly zone.

 “L’emergenza umanitaria più grave degli ultimi decenni”

[smartads]

Secondo quanto riferiscono i testimoni oggi l’artiglieria e l’aviazione del regime avrebbero bombardato a tappeto la capitale e i sobborghi. 89 siriani sono stati uccisi in varie località del Paese e molti cittadini sono in fuga verso il confine con la Giordania, tanto che Amman si è rivolta alla comunità internazionale per ottenere un finanziamento da 700 milioni di dollari per accogliere fino a 240mila persone.

Tutto questo a conclusione di quella che secondo l’Onu sarebbe stata la settimana più sanguinosa dall’inizio della rivolta, un anno e mezzo fa. Il bilancio delle vittime è ormai salito a 1600, tra cui molti bambini, mentre gli sfollati sono 1 milione e 200mila.

Secondo l’Unicef si tratta di “una delle emergenze umanitarie più gravi degli ultimi decenni” a livello mondiale.

Beatrice Amorosi