ISLAMABAD, 2 SETTEMBRE – Svolta nel caso di Rimsha Masih, la 14enne cristiana affetta dalla sindrome di Down, accusata di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Namaz (libro di preghiere) e del Noorani Qaeda (testo per comprendere la lettura del Corano). Un clamoroso colpo di scena che potrebbe salvare la vita alla ragazzina pakistana, dal momento che il reato di blasfemia in Pakistan può essere punita con l’ergastolo o la pena di morte.

L’uomo che ha accusato l’adolescente, l’imam Mohammad Khalid Jadoon, è stato arrestato dalla polizia pakistana: sembrerebbe, infatti, che sia stato proprio lui ha mettere le pagine dei testi sacri islamici in mezzo ai fogli bruciati in modo costruire delle false prove contro Rimsha. Ad accusare l’imam è l’assistente Hafiz Mohammad Zubair, che al momento dei fatti si trovava nella moschea, insieme ad altri due fedeli mussulmani, Hafiz Awais e Khurram Shahzad, i quali hanno confermato davanti ai giudici la versione che scagionerebbe Rimsha.

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L’imam, quindi, è stato condotto in tribunale questa mattina, benda bianca sugli occhi e le catene alle mani, dove, però, non ha mostrato alcuna preoccupazione: «Non ho fatto nulla di male, è tutta una macchinazione». Tuttavia, secondo le indagini della la polizia, i tre testimoni che accusano Khalid Jadoon avrebbero chiesto a quest’ultimo di non fabbricare delle prove false contro la 14enne, ma lui avrebbe risposto che accusare la piccola «era il solo modo per mandar via i cristiani dal quartiere». Ed infatti, centinaia di cristiani avevano lasciato il quartiere povero di Mehrabadi, alla periferia di Islamabad, dove vive Rimsha, per timore di ritorsioni da parte dei fedeli mussulmani. Addirittura, gli agenti di polizia, accortisi dell’handicap della piccola, avessero deciso di non procedere all’incriminazione per blasfemia, ma la popolazione avrebbe reagito a questa decisione bloccando la statale del Kashmir e circondando il commissariato di polizia, costringendo le forze dell’ordine a stabilire il reato di blasfemia.

Il legale della ragazzina, Tahir Naveed Chaudhry, è certo che adesso «la ragazza sarà rilasciata».

A questo punto, quale sarà la sorte di Jadoon? Dal momento che è stato lui a distruggere le pagine sacre, che è addirittura un imam (ovvero una guida spirituale) e ha accusato una ragazzina handicappata, non dovrebbe rischiare lui, adesso, l’accusa di blasfemia? Secondo la polizia pakistana, sì.

Giovanni Gaeta