MILANO, 1 SETTEMBRE – Si è spento ieri all’età di 85 anni il cardinale Carlo Maria Martini, da anni ormai malato di morbo di Parkinson. Le sue condizioni erano drammaticamente precipitate nei giorni scorsi e lui, in piena coscienza, aveva rifiutato di sottoporsi a nutrizione e idratazione artificiali che avrebbero potuto mantenerlo in vita, in ottemperanza ai valori che dovrebbero essere propri (senza voler dare lezioni di cristianità) di ogni buon cristiano. Considerava quelle cure un inutile “accanimento terapeutico”, un trattamento superfluo per il suo corpo ormai dilaniato dalla malattia e dalla fatica di questi ultimi difficili anni.

“Il cardinale Carlo Maria Martini nella sua profonda coerenza ha rifiutato le terapie di nutrizione e idratazione artificiali ormai inutili per il recupero e il mantenimento della salute. In questo modo ha accettato la conclusione naturale della sua vitaLa sua morte fa parte della sua testimonianza di vita vicina e uguale al Cristo e a quella di tutti gli uomini che considerava suoi fratelli“. Queste le parole di Mina Welby.

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Un destino, quello della malattia, che lo accumuna tristemente al suo mentore, Papa Carol Wojytila, un uomo a cui era stato molto vicino fin dagli anni ’70 e a cui si era stretto nei duri anni della malattia. Era stato proprio Papa Giovanni Paolo II a nominarlo arcivescovo di Milano nel 1979 e a eleggerlo Cardinale nel Concistoro del 1983.

L’alto prelato, che nella mente e nel cuore dei cardinali avrebbe dovuto sostituire Wojytila alla guida della Chiesa cattolica nel 2005, rifiutò l’elezione a causa dell’avanzato stato della malattia che non gli avrebbe permesso di svolgere il suo ruolo con la pienezza e la forza che merita.

Da oggi alle 12 il Duomo di Milano ha aperto i battenti alle migliaia di fedeli che si sono radunati fin dalla mattina per rendere omaggio al cardinale. La camera ardente continuerà senza sosta (notte inclusa) fino a domani sera. Le esequie saranno celebrate lunedì mattina dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola.

Successivamente, come da lui richiesto lo scorso anno all’arciprete don Luigi Manganini, il cardinal Martini sarà sepolto in una tomba all’interno del Duomo.

Simone De Rosas