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NURAXI FIGUS, 1 SETTEMBRE – Sono passati ormai sette giorni da quando i minatori sardi del Sulcis hanno occupato le gallerie sotterranee della miniera, poste a 373 metri di profondità e a cui si accede solo tramite ascensore, cosa che garantisce ai lavoratori il pieno controllo dei pozzi. E nonostante il “passo avanti” di ieri, la protesta proseguirà fino almeno a lunedì mattina, quando si terrà l’assemblea generale dei lavoratori.

I minatori infatti non mollano, benché ieri in una nota ufficiale il Ministero per lo Sviluppo abbia fatto sapere che “si è deciso di proporre al Parlamento la proroga della scadenza prevista dalla legge 99/2009 per il bando di affidamento della relativa concessione”.

La miniera del Carbosulcis “non subirà la paventata interruzione dell’attività al 31 dicembre”, ma l’apertura in regime di non produttività avrà comunque durata limitata, al massimo sei mesi o un anno.

L’incontro tra il Governo e gli enti locali
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L’incontro di ieri, cui hanno partecipato i rappresentanti degli enti locali e il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti, si è concluso con la decisione di rivedere il progetto per il carbone pulito al fine di “aggiornarlo e renderlo compatibile con le migliori tecnologie ed economicamente sostenibile”.

De Vincenti ha dunque invitato la Regione a individuare alternative al progetto di riconversione presentato, che “costa 250 milioni ogni anno per 8 anni e finisce sulle bollette della corrente elettrica degli italiani”.

Secondo Ugo Cappellacci, presidente della Sardegna, la revisione del progetto richiederà “poche settimane”.

Sull’esito dell’incontro si è poi espresso positivamente Francesco Garau della Filtem-Cgil, il quale ha dichiarato: “Ci sembra un cambiamento importante, un’apertura rispetto alla posizione iniziale e lo riteniamo il risultato della lotta dei lavoratori”.

Beatrice Amorosi