ROMA, 1 SETTEMBRE – “Ho riattivato un antico modo di reclutare personale che trovo modernissmo: il concorso. Vorrei lasciare in eredità ai giovani nuova fiducia nei concorsi di Stato. Quelli che faremo noi saranno puliti e porteranno i vincitori a una cattedra”. Così il ministro Profumo rende note in un’intervista a Repubblica le linee guida della nuova politica di assunzioni nel mondo della scuola.

A pochi giorni dalla decisione del Governo di indire un nuovo bando dopo ben 13 anni, il ministro dell’Istruzione annuncia che d’ora in poi si cercherà di ridare “continuità ai concorsi”, fino a farli “tornare un abitudine di questo Paese”.

Mai più graduatorie” – dichiara Profumo – “Da adesso in avanti avremo vincitori pari ai posti disponibili. Chi non riuscirà a passare ci riproverà in primavera e poi ogni due anni avrà un’occasione. Non faremo più nuove graduatorie, cercheremo solo di svuotare quella esistente che tante frustrazioni ha creato”.

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Saranno dunque 21mila i posti a disposizione per i nuovi docenti che fra 13 giorni saranno presi dalle graduatorie storiche, cui si aggiungeranno altre 24mila assunzioni metà da graduatorie e metà tramite il nuovo concorso, oltre alle 10mila previste per la prossima primavera.

Il ministro sottolinea poi la necessità di assegnare le nuove cattedre ad insegnanti giovani, il che sarà reso possibile soltanto dall’utilizzo dei bandi pubblici.

Per quanto riguarda invece i precari di lunga data, ossia quelli che vinsero i concorsi del ’90, ’94 e ’99, Profumo spiega: “Ho ereditato una situazione pesante e sto cercando di mettervi rimedio. Devo anche dire che abbiamo fatto un accordo con l’Inps, che ci permetterà di valutare chi fra quei 163mila iscritti alle vecchie graduatorie ha ancora bisogno di un posto di lavoro nella scuola”.

Beatrice Amorosi